Cari compagni e compagne,

come tutti ben sapete l'attivazione del concorsone 6 milioni sta provocando una mobilitazione di grande portata nella categoria per l'abolizione degli articoli 29 e 38 e la ripartizione delle risorse su tutti i lavoratori. Parole d'ordine chiare, semplici e condivisibili che Alternativa sindacale deve fare proprie senza titubanze, come già è avvenuto in diverse realtà locali. In questo senso la comunicazione di Lami del 21 gennaio è ampiamente superata dai fatti e da praticare sì ma insufficiente la pratica dei fax annunciata da Meloni il 23, di fronte a richieste più forti da parte della categoria.
Noi abbiamo sostenuto una battaglia coerente contro l'intero impianto contrattuale e contro determinati articoli in particolare, tra cui il famigerato 29. Anche a firme avvenute abbiamo mantenuto le nostre posizioni annunciando che avremmo continuato la lotta approfittando di ogni circostanza.
Ora si dimostra ampiamente che avevamo ragione: i docenti si sono mossi e molto spesso di moto spontaneo (lettere singole e collettive al ministero, ai gionali, pronunciamenti di collegi-docenti, di assemblee sindacali, ecc.).
A questo punto rischiamo però di restare tagliati fuori da un movimento che avevamo previsto e auspicato, scavalcati da Cobas e nientemeno che da Gilda. Tutte le varie iniziative vengono ora a coagularsi nello sciopero proclamato per il 17 febbraio, che raccoglie numerosi consensi. Addirittura vi sono realtà anche non "governate" dai Cobas che vorrebbero azioni ancora più "incisive" (tipo blocco degli scrutini). Non possiamo rimanere inerti, ma dobbiamo avere il coraggio di agire e assumere un'iniziativa concreta inserendoci nelle mobilitazioni in atto. Alternativa sindacale deve pubblicamente dare la propria adesione allo sciopero indetto per il 17.
1. Tale sciopero infatti è la logica conseguenza dei percorsi di opposizione e critica fino a qui da lei stessa prodotti.
2. Anche se indetto da Cobas e Gilda, lo sciopero si configura per le parole d'ordine che attaccano un istituto contrattuale inaccettabile, che trovano consenso nella categoria, e non come un attacco ai confederali. Pertanto bisogna superare ogni eventuale remora e interesse di bottega e schierarsi apertamente.
3. Abbiamo sempre sostenuto che la nostra opposizione interna alla CGIL doveva prendere le mosse dagli interessi e dalle volontà espresse dalla categoria. Ora dobbiamo essere conseguenti alle nostre posizioni.
4. Dobbiamo separare chiaramente e distintamente le nostre responsabilità da quelle della maggioranza CGIL che ha fortemente voluto e difeso questo istituto e che ora si trova in gravissima difficoltà. Questo per il bene della CGIL stessa che rischia di aprire un solco profondo con i propri iscritti olte che con i lavoratori, tanto più grave in una fase come la presente con i referendum alle porte.
5. Abbiamo infine la possibilità di aumentare significativamente la nostra presenza all'interno del sindacato scuola CGIL, profittando dei gravi errori di valutazione e di condotta politica della maggioranza.

Proponiamo perciò

  • che Alternativa sindacale sia a livello nazionale che territoriale aderisca pubblicamente allo sciopero del 17 febbraio.
  • che si faccia carico di organizzare le mobilitazioni nei territori
  • che il responsabile nazionale Lami e i responsabili locali presentino, rendendo pubblica l'iniziativa, ricorso (al TAR o all'organo competente) contro l'incostituzionalità degli artt. 29 e 38 e dell'ordinanza di attivazione del concorso che produrranno situazioni in cui a parità di lavoro vi sarà diversità di trattamento economico.

Chiediamo che i compagni e le compagne che concordano con queste proposte lo dichiarino inviando comunicazione ai responsabili nazionali e a tutto l'indirizzario di A.S.


Dobbiamo muoverci, e in fretta!

Danilo Molinari
Michele Corsi
Milano