ALTERNATIVA SINDACALE - 17 gennaio 2000 Considerazioni sui Referendum antisociali Il quadro in cui si collocano i referendum antisociali promossi dai Radicali è caratterizzato da una generale spinta liberista della quale rappresentano l'elemento estremo di destra. Se non si considera questo "brodo di cultura" che ha contaminato in diversa misura gran parte del quadro politico e sociale non si comprende che la battaglia sarà aspra e difficile non solo per la forza dell'avversario ma anche, forse soprattutto, perché alcuni dei principi di fondo sono condivisi da parti significativa dello schieramento avverso ai Referendum. E significativo in questo senso l'argomento usato da D'Alema al Congresso DS; "sono contrario ai Referendum sociali perché essi sono un ostacolo alla modernizzazione del Paese". Dal suo punto di vista D'Alema ha ragione poiché se essi vincessero verrebbe messa in discussione una strategia liberista moderata sul terreno sociale che comunque tende a garantire diritti e condizioni minime per i lavoratori per passare ad un liberismo duro, di destra sotto l'egida della Confindustria. Egualmente lo scontro referendario con la polarizzazione che determina tra gli avversi schieramenti può mettere in discussione proprio quel processo di "modernizzazione sociale" che sta a cuore al Presidente del Consiglio. Condivisibilè è la posizione di Cofferati quando afferma che i Referendum antisociali sono"contro i diritti delle persone" ed in particolare degli strati più deboli della popolazione e dei lavoratori. Per vincere i Referendum non basta prevalere con i voti ma realizare anche l'obiettivo di impedire che quei contenuti passino sotto altra forma. Per prevalere al voto lo schieramento del NO deve non solo convincere che i contenuti dei referendum sono dannosi ma anche avere la credibilità di rappresentare una alternativa a quei contenuti. Per questo, per prima cosa, non è ammissibile, e va con forza contrastato, qualsiasi tentativo di non andare al voto emanando provvedimenti legislativi che accolgono le richieste dei referendari. (in questa direzione è già in corso un tentativo attraverso un Decreto Legislativo sul Part-time) Di conseguenza va respinta la proposta di Confindustria di aprire un tavolo di trattativa. Bisogna andare al voto e cogliere la occasione che i Referendum antisociali offrono per fare chiarezza e mettere in evidenza la necessità che la Sinistra ed il Sindacato operino una svolta sul terreno sociale motivata dalla considerazione che la linea di liberismo moderato fino ad oggi seguita oltre a non aver prodotto risultati apprezzabili non è stata e non è in grado di opporsi efficacemente all'incalzare della destra. Non a caso e lo stesso congresso DS ne è una prova, tutti gli attori dello schieramento avverso ai referendum si rendono conto che, per vincere lo scontro, bisogna indurire i toni e richiamare i principi storici e generali che sono, da sempre, stati l'identità del sindacato e della sinistra. Si apre dunque per noi di Alternativa Sindacale un terreno di impegno di grande rilevanza, una occasione, in cui rilanciare i contenuti delle nostre posizioni non solo sugli argomenti sottoposti a referendum ma su tutto l'impianto di linea sindacale. Una possibilità di produrre consenso alle nostre proposte nella CGIL, e non solo, a partire dalla considerazione che le proposte di cui siamo portatori sono tra le più efficaci per motivare consenso dei lavoratori allo scontro a partire da una massiccia partecipazione al voto. Dobbiamo quindi assumerci il compito e la collocazione non solo di coloro che partecipano in prima fila nella CGIL e nei comitati per il NO sia sindacali che di altra natura alla battaglia operando per la costituzione di comitati unitari, larghi, di massa, ma anche reppresentare quella parte dello schieramento del NO che propone contenuti e proposte alternative. I Referendum antisociali sono 10 Monopolio INAIL - Collocamento - Tempo determinato - Patronati - Servizio Sanitario Nazionale - Part time - Licenziamenti - Lavoro a domicilio - Pensioni di Anzianità - Trattenute Sindacali Sulla base del ragionamento svolto facciamo seguire alcune prime considerazioni: Part-time: In allegato il testo di un articolo di S. Tosini che comparirà prossimamente sul manifesto. Pensioni di anzianità: Non condividiamo la posizione della maggioranza della CGIL sul passaggio per tutti al contributivo invece riteniamo che si debba operare per proteggere tra coloro che già oggi sono in regime contributivo le categorie deboli cioe; part-time, parasubordinati, i giovani, ecc... In tale direzione metteremo a punto le proposte nel seminario di alternativa Sindacale del 3 Febbraio. Licenziamenti e Tempo determinato: Il mantenimento della giusta causa per le aziende sopra i 15 è importante così come le normative e la casistica che permette la stipulazione di un contratto a tempo determinato. Ma questo non basta perchè c'è bisogno di istituire nuove garanzie a partire da una rivisitazione restrittiva delle causali per la stipula del tempo determinato con il rafforzamento della clausola riguardante il tempo inferiore ai 6 mesi e la ricezione esplicita nella nostra legislazione della direttiva UE che stabilisce come rapporto tipico quello a tempo indeterminato. Lavoro a domicilio: Il mantenimento dei vincoli per il lavoro a domicilio deve accompagnarsi ad una attualizzazione ed estensione delle garanzie alle nuove forme di lavoro a domicilio quali il telelavoro, ecc.. Collocamento: La bocciatura del quesito che intende aprire il collocamento ai privati con l'evidente rischio di istituire un caporalato legale deve accompagnarsi ad una rapida attuazione della riforma del collocamento pubblico in particolare rendendo operativo il decentramento sul territorio. Monopolio INAIL: Il monopolio dell'INAIL non solo va mantenuto ma esteso a tutte quelle figure per le quali oggi non è prevista la assicurazione obbligatoria. Servizio Sanitario Nazionale: Il mantenimento del Servizio Sanitario Nazionale e l'esclusione dei privati come sostitutivi del pubblico deve accompagnarsi da una attenta valutazione delle forme di assicurazione sanitaria integrativa in particolare del loro carattere integrativo e non sostitutivo. Finanziamento Pubblico ai patronati e trattenute sindacali: Non bisogna avere remore a sostenere pubblicamente il no a questi due Referendum sulla base dell'utilità sociale dei sindacati e dei patronati Queste prime considerazioni andranno ulteriormente arricchite con il contributo e la elaborazione di tutti i compagni che invitiamo a farci pervenire. |