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Aumenti
salariali, senza discriminazioni.
I sottoscritti insegnanti chiedono l'abrogazione dell'articolo 29
del Contratto di Lavoro (26-5-99) e dell'articolo 38 del Contratto
integrativo (3-8-99). Tali articoli, a fronte di un aumento
salariale di 90.000 lire lorde per tutti, prevedono un meccanismo
concorsuale selettivo per gli insegnanti che abbiano maturato 10
anni di servizio di ruolo che comporta, per il 20% del personale
docente, una maggiorazione di 6.000.000 annui pensionabili.
Riteniamo che tali norme contrattuali: non corrispondano alle
esigenze dei docenti che mai hanno chiesto un aumento salariale
irrisorio per tutti in cambio di consistenti aumenti salariali per
una presunta èlite di insegnanti; svalorizzino, umiliandola, la
funzione docente introducendo surrettiziamente meccanismi di
divisione fra docenti di serie A e di serie B che tendono
oggettivamente ad incentivare atteggiamenti e pratiche
individualistiche. Inoltre, esse sono in palese contraddizione con
la necessità, sempre più impellente in questo particolare momento
di transizione (modifiche dei cicli scolastici, sperimentazioni e
attuazioni di progetti per l'autonomia scolastica, nuove richieste
culturali a livello territoriale), di sviluppare attività
scolastiche, curricolari ed extracurricolari, centrate
strategicamente sulla collaborazione attiva e progettuale tra gli
insegnanti; violino un principio fondamentale dello Statuto dei
Lavoratori che prevede, a parità di funzione e di orario di lavoro,
pari salario e pari trattamento pensionistico, oltre che l'art. 3
della Costituzione.
«Da anni si chiede di valorizzare la funzione docente con aumenti
salariali dignitosi per il lavoro che già viene svolto nelle scuole
e che è andato via via aumentando in questi anni (attività
connesse al nuovo esame di stato, all'autonomia scolastica,
all'aggiornamento, etc.). Chiediamo la revoca delle norme in oggetto
e la ridistribuzione equa della quota prevista tra tutti gli
insegnanti. Chiediamo, comunque, che scelte contrattuali così
importanti per la ridefinizione della professione docente siano
sottoposte a serie e democratiche consultazioni. Invitiamo gli
insegnanti a far sentire la propria voce superando il senso di
rassegnazione che serpeggia ormai nelle scuole e aprendo un proficuo
dibattito a tutti i livelli.
Seguono 380 firme di
insegnanti di Padova.
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