CONSIGLIO AREA RELAZIONI INDUSTRIALI FEDERTESSILE Milano, 8 novembre 1999
SOMMARIO
COSTO DEL LAVORO AUMENTI RETRIBUTIVI ASSETTI CONTRATTUALI FLESSIBILITÀ DEL LAVORO PARTE INFORMATIVA SITUAZIONI SETTORIALI
Il contratto tessile-abbigliamento necessita di una profonda revisione degli strumenti normativi che regolamentano la prestazione lavorativa per le caratteristiche di mercato, notoriamente selettivo e sempre più impegnativo e che sta ricevendo forti innovazioni in virtù della tendenza alla globalizzazione e, in ultima analisi, impone la ricerca continua della maggiore competitività. La competitività è la sola condizione di sopravvivenza dellindustria tessile-abbigliamento: ciò significa un ideale mix tra costi, qualità, servizi, creatività ed innovazione organizzativa. Limpiego ottimale della componente lavoro rimane una delle causali maggiormente influenti sul grado di efficienza delle imprese del sistema. La crisi che ha scosso fortemente il sistema tessile abbigliamento italiano fra il 98 e il 99 ha messo a nudo le difficoltà strutturali della nostra filiera. Fattori congiunturali come il crollo di alcuni importanti mercati esteri si sono sommati ai nodi irrisolti delleccesso degli oneri fiscali e contributivi (propri ed impropri), della mancanza di reciprocità nelle regole dei commerci internazionali, dellinsufficiente sostegno agli investimenti, della carenza delle infrastrutture e del sistema formativo. La perdita di competitività che ne è derivata ha determinato negative conseguenze sul piano occupazionale. Perdite di competitività che non si riesce a recuperare se non mantenendo i prezzi ben al di sotto del tasso di inflazione; per quanto riguarda il settore di cui ci si occupa, lindice dei prezzi industriali dei prodotti tessili mostra un incremento dello 0,9% per lanno 1997 e dell1,4% per il 1998. Si riportano dati sulloccupazione nel periodo 1990/1997 e con stime per il 1998 nellindustria tessile-abbigliamento italiana (Fonte: Federtessile-Associazioni Federate, ISTAT e INPS).
(*) Addetti 1997: dati provvisori(**) Addetti 1998: stimeLINEE GUIDA Ciò premesso, il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro rappresenta per la parte imprenditoriale unoccasione irrinunciabile per perseguire contemporaneamente il miglioramento della competitività delle aziende e, di conseguenza, la difesa delloccupazione. Lobiettivo, infatti, è di rafforzare le imprese per mantenere, e se possibile consolidare, la filiera produttiva e difendere loccupazione. Per conseguirlo occorre:
Ne consegue che la comune esperienza della concertazione risulta il metodo migliore per definire congiuntamente le condizioni entro le quali perseguire gli obiettivi sopra elencati.
COSTO DEL LAVORO- AUMENTI RETRIBUTIVI Il contratto collettivo può incidere direttamente sulla sola retribuzione. Ciò nondimeno va ricordato che con lintroduzione dellIRAP i contributi sanitari sono solo stati trasferiti da una voce allaltra dei costi aziendali e che pur nella varietà delle situazioni lIRAP incide mediamente in misura maggiore nei settori ad alta intensità di manodopera come il nostro. In tale contesto la definizione degli aumenti retributivi può avvenire unicamente secondo le regole poste dal Protocollo 3-23 luglio 1993 e secondo una logica di onnicomprensività dei costi. Nellimporto dellaumento, pertanto, devono essere compresi, ad esempio, anche gli oneri derivanti dalla previdenza integrativa di categoria (qualora Previmoda raggiunga le 50.000 adesioni e il Fondo prenda effettivamente avvio).
Il livello che dà garanzie di coerenza con le regole del contratto collettivo e che si rifà al Protocollo 3-23 luglio 1993, è la contrattazione a carattere aziendale rivolta ad una singola realtà organizzativa e produttiva. Sono da escludersi richieste che non risultino coerenti con le regole che il sistema si è dato, in una prospettiva concertata, sia con il Protocollo del 3-23 luglio 1993 sia con lAccordo di recepimento del 14 aprile 1994. Accomunare nella contrattazione una pluralità di aziende assicura a priori che ciò possa rendere risultati inquadrabili nel concetto di contrattazione "propria" per tutte le aziende coinvolte. La concomitanza su un medesimo territorio di un negoziato che coinvolga più imprese e di una contrattazione aziendale determinerebbe livelli di riferimento tra luno e laltro ambito che porterebbe ancor più a risultati impropri.
Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro deve essere colto come occasione per rimodulare gli strumenti di flessibilità già presenti, rendendoli più agili, ed individuarne altri che rispondano alle sempre più imprevedibili esigenze del mercato, nella consapevolezza che la competitività è imprescindibile per la salvaguardia del settore. In questo contesto si possono dare nuove, aggiornate e significative risposte per migliorare la competitività delle imprese:
Per il lavoro in sabato è opportuno che siano riesaminate le clausole relative alle procedure di introduzione dei nuovi orari. Si potrà inoltre esaminare lopportunità di creare la "banca delle ore", a condizione che questo garantisca elementi di flessibilità superiori agli attuali; in ogni caso tale istituto è concepibile solo in via autonoma e non connessa con listituto della flessibilità dellorario di lavoro.
Mezzogiorno - In particolare per il Mezzogiorno, limportanza del settore tessile-abbigliamento, contraddistinto in prevalenza da aziende di abbigliamento e maglieria che lavorano per conto, detta la necessità che il contratto di lavoro tenga conto delle particolarità dellindustria meridionale. E interesse dellintera industria tessile-abbigliamento italiana che siano realizzate condizioni che rendano competitivo il ricorso al decentramento produttivo allinterno del territorio nazionale in alternativa a quello in paesi extracomunitari, favorendo la possibilità di garantire il mantenimento di quelle caratteristiche di "filiera" comunemente considerate fattore di vantaggio per il tessile abbigliamento. La proposta è quella di un sistema articolato che preveda percentuali di riduzione per aree territoriali, salari di ingresso per i neo assunti, commisurazioni del salario al tasso di disoccupazione e la possibilità che negli ambiti territoriali omogenei delle aree ad obiettivo 1 sia attivabile una clausola che consenta in caso di crisi di invocare la sospensione temporanea degli aumenti salariali.
E necessaria una attenta revisione dellattuale impianto informativo per renderlo meno pesante e più efficace. Un più moderno sistema dovrebbe basarsi sullOsservatorio, inteso come momento di raccolta e di elaborazione di informazioni. I dati dellOsservatorio, integrati da valutazioni delle parti stipulanti, dovrebbero alimentare un confronto informativo ampio ed esauriente, ma non esteso ad argomenti sui quali le parti realisticamente non hanno competenze né possibilità di intervenire. Si dovrebbero valorizzare gli ambiti informativi e di confronto dai quali possono effettivamente nascere iniziative concrete utili per il settore. Oltre al già citato Osservatorio:
E necessario che le situazioni di crisi, in alcuni casi strutturale, dei comparti trovino soluzioni nellambito del rinnovo senza che la discussione in merito venga inserita in una logica di scambio che non è percorribile tra comparto e comparto. Si è già accennato al lavoro per conto terzi, al Meridione, si prende atto che nelle richieste traspare la disponibilità a riconoscere dilazionamenti salariali ad alcuni comparti, come già stato in precedenti accordi; si sottolinea che in questo contesto la questione del premio per il comparto serico e del finimento serico dovrà trovare una adeguata soluzione. |
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