Al Presidente della Camera on. Luciano
Violante
AI Presidente del Senato sen. Nicola
Mancino
Ancora una volta le attese per vedere
resi esigibili e certi i diritti democratici di lavoratrici e
lavoratori e delle loro associazioni rischiano di rimanere deluse.
Quindi, nonostante il giudizio popolare dei referendum del giugno
95 e il parere della Corte costituzionale che ripropone al legislatore
la questione di come si misura la rappresentatività del
sindacato, il voto di lavoratrici e lavoratori non è certo,
tanto che dopo cinque anni l'accordo che ha sancito il secondo
livello di contrattazione con l'elezione delle RSU in tutti i
luoghi di lavoro non è in vigore: meno di due milioni di
lavoratori su quindici hanno eletto la loro rappresentanza e rimane
insoluto il problema della validità erga omnes di
accordi e contratti.
Questo mette in discussione in radice
l'accordo del 23 luglio semplicemente perché non c'è
lo strumento che consente l'esercizio pieno del ruolo di rappresentanza
e di contrattazione. Questo è insieme causa ed effetto
della perdita di controllo dei processi di trasformazione e della
capacità contrattuale sulle condizioni materiali del lavoro
ed è limite oggettivo alla piena autonomia del sindacato.
Per questo noi, lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, militanti e dirigenti sindacali che crediamo che il voto di lavoratrici e lavoratori sia vincolante per decidere le scelte sindacali, per rinnovare e rendere democratica la vita interna alle confederazioni;
che abbiamo partecipato alla battaglia per la democrazia nei luoghi di lavoro in vari modi e forme, aderendo ai referendum, firmando le proposte di legge di iniziativa popolare della CGlL, del Movimento dei consigli
che riteniamo che non ci possa essere riforma democratica dello stato, non si possa discutere dei nuovi assetti istituzionali della rappresentanza politica lasciando fuori dalla porta la democrazia nei luoghi di lavoro, cioè le norme che regolano rappresentanza e rappresentatività sindacali
chiediamo che il 1998 sia l'anno
della legge sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale.
Rivolgiamo questo appello al Parlamento
perché si impegni a portare a compimento un processo in
corso da più di un decennio approvando una legge che garantisca
a lavoratrici e lavoratori i diritti elementari nei luoghi di
lavoro: il voto per eleggere i propri rappresentanti e giudicare
i loro accordi come condizione di parità di diritti, dì
garanzie elementari, di un processo unitario democratico, di un'affermazione
reale dell'autonomia sindacale perché fonda unità
e autonomia sull'unica base vera, il giudizio di lavoratrici e
lavoratori, strumento certo per dar corpo alla piena titolarità
di quella rappresentanza senza la quale il sindacato è
espulso dal lavoro e i lavoratori non contano nei grandi processi
economici e sociali.
| Nome e Cognome | Luogo di lavoro | Firma |
Le firme raccolte vanno inviate a:
Comitato "Per la legge sulla
rappresentanza sindacale e democrazia
nei luoghi di lavoro"
VIe Monza 170 - 20128 Milano
Telf. 02-2576673 - N Fax 02-2578223