Al Presidente della Camera on. Luciano Violante
AI Presidente del Senato sen. Nicola Mancino

APPELLO PER LA LEGGE SULLA RAPPRESENTANZA
E PER LA DEMOCRAZIA SINDACALE

In commissione Lavoro alla Camera è stato definito il testo di una legge sulla elezione delle RSU sulla rappresentatività sindacale, e subito le forze contrarie alla legge, Confindustria in prima fila, entrano in campo per impedire che la legge si faccia. Si tenta anche di impedire che si voti per la prima volta a novembre nel pubblico impiego, perché ciò renderebbe stridente la contraddizione tra pubblico e privato e necessaria una norma di carattere universale.

Ancora una volta le attese per vedere resi esigibili e certi i diritti democratici di lavoratrici e lavoratori e delle loro associazioni rischiano di rimanere deluse. Quindi, nonostante il giudizio popolare dei referendum del giugno 95 e il parere della Corte costituzionale che ripropone al legislatore la questione di come si misura la rappresentatività del sindacato, il voto di lavoratrici e lavoratori non è certo, tanto che dopo cinque anni l'accordo che ha sancito il secondo livello di contrattazione con l'elezione delle RSU in tutti i luoghi di lavoro non è in vigore: meno di due milioni di lavoratori su quindici hanno eletto la loro rappresentanza e rimane insoluto il problema della validità erga omnes di accordi e contratti.

Questo mette in discussione in radice l'accordo del 23 luglio semplicemente perché non c'è lo strumento che consente l'esercizio pieno del ruolo di rappresentanza e di contrattazione. Questo è insieme causa ed effetto della perdita di controllo dei processi di trasformazione e della capacità contrattuale sulle condizioni materiali del lavoro ed è limite oggettivo alla piena autonomia del sindacato.

Per questo noi, lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, militanti e dirigenti sindacali che crediamo che il voto di lavoratrici e lavoratori sia vincolante per decidere le scelte sindacali, per rinnovare e rendere democratica la vita interna alle confederazioni;

che abbiamo partecipato alla battaglia per la democrazia nei luoghi di lavoro in vari modi e forme, aderendo ai referendum, firmando le proposte di legge di iniziativa popolare della CGlL, del Movimento dei consigli

che riteniamo che non ci possa essere riforma democratica dello stato, non si possa discutere dei nuovi assetti istituzionali della rappresentanza politica lasciando fuori dalla porta la democrazia nei luoghi di lavoro, cioè le norme che regolano rappresentanza e rappresentatività sindacali

chiediamo che il 1998 sia l'anno della legge sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacale.

Rivolgiamo questo appello al Parlamento perché si impegni a portare a compimento un processo in corso da più di un decennio approvando una legge che garantisca a lavoratrici e lavoratori i diritti elementari nei luoghi di lavoro: il voto per eleggere i propri rappresentanti e giudicare i loro accordi come condizione di parità di diritti, dì garanzie elementari, di un processo unitario democratico, di un'affermazione reale dell'autonomia sindacale perché fonda unità e autonomia sull'unica base vera, il giudizio di lavoratrici e lavoratori, strumento certo per dar corpo alla piena titolarità di quella rappresentanza senza la quale il sindacato è espulso dal lavoro e i lavoratori non contano nei grandi processi economici e sociali.

Nome e Cognome Luogo di lavoro Firma








Le firme raccolte vanno inviate a:
Comitato "Per la legge sulla rappresentanza sindacale e democrazia nei luoghi di lavoro" VIe Monza 170 - 20128 Milano Telf. 02-2576673 - N Fax 02-2578223