Si chiamano Fon.te e Previcooper, i fondi pensionistici complementari per il terziario e la distribuzione cooperativa costituiti da Filcams-Fisascat-Uiltucs con le associazioni imprenditoriali: Confcommercio per Fon.te, Ancc-Legacoop Ancd-Legacoop Federconsumo-ConfcooperativeAgci per Previcooper. I potenziali utilizzatori sono 4milioni, la più vasta platea di lavoratori, in Italia, a disposizione di fondi.
Previcooper, coprendo la distribuzione cooperativa, si rivolge ai 55mila lavoratori dipendenti delle 1.516 imprese cooperative aderenti a tutte le centrali nazionali.
La prima fase che il fondo dovrà affrontare, la promozione e l'avvio, sarà gestita bilateralmente dalle centrali cooperative e dalle federazioni nazionali. Per tale incombenza è stato nominato un consiglio d'amministrazione provvisorio guidato dal presidente Franco Barsali, responsabile sindacale Ancc-Legacoop, e dal vicepresidente Luigi Coppini, responsabile cooperazione Filcams. Inoltre, per la Filcams siede in consiglio Massimo Nozzi.
"L'obiettivo primario - è stato spiegato nella conferenza di presentazione - è di conseguire le prime 5mila adesioni, necessarie per indire le elezioni degli organi del fondo. Questo dovrà essere fatto per novembre. Per il quinquennio successivo si punta al 60 per cento delle adesioni, pari a 35mila lavoratori". Previcooper è destinato ai lavoratori con contratto indeterminato oppure part time, nonché a quelli con contratto di formazione lavoro.
La contribuzione iniziale al fondo è quella prevista dal Ccnl con una quota dello 0,55 per cento della retribuzione utile per il computo del Tfr a carico dell'impresa, di cui lo 0,05 a titolo di quota associativa, e un altro 0,55 per cento a carico del lavoratore. Un'altra quota, pari al 3,45 per cento della retribuzione utile per il computo del Tfr, sarà prelevata dal Tfr che maturerà. I lavoratori di prima occupazione - successiva al 28 aprile '93 - verseranno l'intero Tfr che maturerà dal momento dell'adesione. Inoltre, il lavoratore potrà optare per un onere aggiuntivo a proprio carico fino al 2 per cento della retribuzione utile per il Tfr. Si calcola che ogni lavoratore potrà accantonare presso il fondo circa un milione l'anno.
Il diritto alla pensione di vecchiaia matura al compimento dell'età pensionabile valida per la previdenza obbligatoria. Sono però necessari dieci anni d'iscrizione a Previcooper. Gli assegni d'anzianità scattano, invece, ad un'età di non più di dieci anni inferiore a quella stabilita per la pensione di vecchiaia e sempre con almeno dieci anni d'iscrizione al fondo. Sono previste forme d'anticipazione e di riscatto su quanto versato.
La contribuzione al fondo avrà decorrenza dal 1° luglio 1998 per i neo iscritti, mentre per coloro che s'iscriveranno successivamente la contribuzione decorrerà dal primo mese successivo alla data d'iscrizione. Per informare i lavoratori e promuovere il fondo, saranno tenute assemblee in tutti i posti di lavoro con più di 10 addetti, e nella busta paga di maggio ogni lavoratore troverà una scheda informativa.
Fon.te, con quasi 4milioni di potenziali utenti a propria disposizione - si rivolge ai dipendenti d'aziende della distribuzione commerciale, del turismo e dei servizi che applicano contratti di lavoro firmati con Confcommercio - può diventare il più grande fondo italiano di previdenza integrativa. Fon.te offrirà prestazioni complementari ai trattamenti Inps in forma di rendita e capitale, sulla base di contributi accantonati e capitalizzati e dei rendimenti realizzati dai gestori.
Possono entrare in Fon.te i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, con contratto a tempo determinato e con contratto stagionale.
Anche per Fon.te vi sarà una fase, di promozione e d'avvio, gestita da un consiglio d'amministrazione provvisorio che è stato nominato parallelamente alla costituzione del fondo. Il consiglio d'amministrazione sarà presieduto da Renato Viale, consigliere d'amministrazione della Bistefani spa e presidente di Federcom, vicepresidente è Giovanni Gazzo della Uiltucs. In rappresentanza della Filcams siedono in consiglio Luigi Piacenti, Manlio Mazziotta e Massimo Nozzi.
La contribuzione al fondo prevede una quota dello 0,55 per cento, sulla retribuzione utile per il calcolo del Tfr, a carico delle imprese e una quota dello 0,55 per cento, sempre sulla retribuzione utile per il calcolo del Tfr, a carico del lavoratore. Allo stesso tempo, per i dipendenti già in servizio sarà versato al fondo il 50 per cento del Tfr maturato nell'anno, mentre per i nuovi assunti è previsto il versamento del 100 per cento del Tfr maturato nell'anno. La quota d'iscrizione al fondo è stabilita in 30mila lire, delle quali 7mila lire sono a carico del lavoratore.
La rendita pensionistica di vecchiaia scatta al raggiungimento dell'età prevista dal pensionamento obbligatorio. Sono necessari 10 anni di contribuzione al fondo. La rendita pensionistica d'anzianità sarà possibile solo con la cessazione dell'attività lavorativa, avendo 15 anni di partecipazione al fondo e con un'età di non più di dieci anni inferiore all'età prevista per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio d'appartenenza.
Sono previste varie forme d'anticipazione. Per esempio, all'iscritto con otto anni di versamenti è possibile richiedere anticipazioni fino all'80 per cento di quanto accumulato per far fronte a spese sanitarie o all'acquisto della prima casa per sé o per i figli. È possibile trasferire la posizione da un fondo all'altro ed è possibile riscattare.
Gli amministratori hanno detto di attendersi dal fondo "non solo una giusta risposta alle esigenze previdenziali dei lavoratori, ma anche più moderne relazioni sindacali".