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Fornero: riforma entro un mese, ma le risorse per
gli ammortizzatori sociali sono poche
sole24ore 23-1-2012
Il Governo vuole andare fino in fondo
anche sulla riforma del mercato del lavoro. Per questo il premier
Mario
Monti fissa l'orizzonte del tavolo tra esecutivo e parti
sociali in corso a Palazzo Chigi. Solo un'introduzione, la sua, prima
di volare a Bruxelles per l'Eurogruppo in programma oggi e l'Ecofin di
domani, ma i paletti individuati dal professore sono chiarissimi.
Innanzitutto strumento e tempi dell'intervento del Governo. «Non si
procederà per decreto», spiega Monti ai rappresentanti datoriali e
sindacali, «ma i tempi non possono essere lunghi. Voi, forze
produttive, avete il mondo dove competere, noi come Governo agiamo in
Italia e abbiamo un non facilissimo lavoro da condurre in Europa,
spero che il maggiore spazio che stiamo creando per le forze
produttive del Paese vi aiuti - aggiunge - a far sì che quello che
verrà fuori dal vostro tavolo serva a migliorare la situazione di
imprese e lavoratori ma anche a migliorare la situazione dell'Italia
nell'Ue».
Monti: servono
buone soluzioni strutturali
Quindi il premier torna a ribadire i confini della ricetta che dovrà
uscire da questo confronto. «Servono buone soluzioni strutturali per
il mercato del lavoro. Spero che si riesca a non ridurre il messaggio
che mandiamo sulla riforma del mercato del lavoro solo all'articolo
18». Con un messaggio implicito, ovviamente: dobbiamo guardare oltre
l'articolo 18, ma è chiaro che, come aveva detto anche ieri
nel salotto tv di Lucia Annunziata, non possono esserci tabù al
tavolo con le parti sociali.
Fornero detta i
tempi: riforma in 3-4 settimane
Ma è
Elsa
Fornero, ministro del Lavoro, a sciogliere meglio timing e mission
del negoziato che si è aperto oggi. Il confronto sul mercato del
lavoro, chiarisce, si dovrà concludere in tre-quattro settimane
avvalendosi del coordinamento dell'esecutivo. Tempo un mese, dunque,
il Governo dei professori vuole portare a casa anche l'altro,
fondamentale capitolo della fase due, dopo il via libera alle
liberalizzazioni venerdì scorso.
Il ministro:
ammortizzatori sociali importantissimi, ma poche risorse
Ed ecco cosa l'Esecutivo si aspetta da questo tassello. La riforma
degli ammortizzatori sociali, spiega Fornero, è «un capitolo
importantissimo», ma bisogna considerare che, nel breve periodo, «non
abbiamo risorse da spendere su questo». Il ministro ha poi illustrato
un documento, composto da cinque punti, contenente le linee guida per
la riforma del mercato del lavoro: tipologie contrattuali,
formazione-apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali,
servizi per il lavoro. Serve, chiarisce ancora Fornero,«un contratto
unico» che «evolve con l'età piuttosto che contratti nazionali
specifici che evolvono per ogni età».
Reddito
minimo in riforma ma partenza dilazionata
Dunque, è il ragionamento di Fornero, è necessario ridurre le
tipologie contrattuali, superando il dualismo del mercato del lavoro.
Il ministro chiarisce anche che nella riforma del mercato del lavoro
dovrà esserci spazio per il reddito minimo. Ma ci sono problemi di
copertura. «Lo schema di reddito minimo richiede risorse ora non
individuabili. Per ragioni di bilancio potrebbe essere già individuato
in questa riforma, ma - ha detto - l'applicazione normativa potrebbe
essere dilazionata».
L'esecutivo
propone alle parti sociali l'apertura di tavoli tematici via web
Il Governo ha quindi proposto alle parti sociali di aprire dei gruppi
tematici informatici per il prosieguo del lavoro sul riassetto del
mercato del lavoro. «È una riforma ambiziosa che non abbiamo la
pretesa di fare senza il vostro largo consenso - ha detto secondo
quanto si apprende chiudendo il suo intervento -. È dovere di questo
governo portare tutti a discutere non per conservare l'esistente, ma
per il futuro, per la crescita e per l'Europa. Il modo in cui
declineremo queste linee di tendenza dipenderà da voi»
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