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5 punti del disastro Fornero
[tratto da La Repubblica di oggi, 23 gennaio 2012] (...)
Monti: "Sul lavoro riforme strutturali" -
Cassa integrazione ridotta al minimo -Incontro interlocutorio,
ma sui 5 indirizzi del piano del governo arriva la bocciatura
della Cgil: "Linee guida non condivise, aspettiamo i contenuti".
Modifica drastica del sistema degli ammortizzatori: solo Cig
ordinaria, poi indennizzi ai licenziati. "Ignorato" l'Articolo
18
Monti: "Sul lavoro riforme strutturali" Cassa integrazione
ridotta al minimo Il premier Mario Monti con il ministro del
Lavoro Elsa Fornero
ROMA - Alla riforma del lavoro servono "soluzioni strutturali"
e la discussione non può essere limitata alla questione
dell'Articolo 18. Era stata questa la premessa di Mario Monti
all'incontro sulla riforma del lavoro con le parti sociali,
che si è svolto stamattina a Palazzo Chigi. Ma l'Articolo 18
dello Statuto dei lavoratori, ufficialmente "ignorato", è
stato comunque il convitato di pietra di un vertice al termine
del quale, per il premier, al prima delusione è arrivata dalle
parole di Susanna Camusso: "Quelle presentate dal governo - ha
detto il segretario della Cgil - non sono linee guida su cui
si può sviluppare il confronto: vuol dire che non sono state
condivise".
Con il sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà, il
ministro del Lavoro, Elsa Fornero e il ministro dello Sviluppo
economico, Corrado Passera, al tavolo hanno partecipato Cgil,
Cisl, Uil e Ugl (con i segretari generali Susanna Camusso,
Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella),
mentre a rappresentare Confindustria è stato il presidente,
Emma Marcegaglia e per Rete Imprese Italia il presidente di
turno, Marco Venturi. Presenti anche le delegazioni di Abi e
Ania. Monti e la Fornero hanno detto che il governo non
procederà con un decreto legge, ma che comunque i tempi del
confronto devono essere brevi per arrivare a un testo (più o
meno) condiviso entro "tre, quattro settimane".
Le linee guida del piano. Cinque i capitoli
in cui si divide il piano presentato dal governo: tipologie
contrattuali; formazione e apprendistato; flessibilità;
ammortizzatori sociali e servizi per il lavoro. Verranno
istituiti altrettanti gruppi di discussione "informatici", un
nuovo approccio alla trattativa in cui gli input verranno
forniti dal governo per poi lasciare risposte, suggerimenti,
indicazioni e critiche alle parti sociali. "E' una riforma
ambiziosa, ma non c'è alcuna pretesa di farla senza un largo
consenso", ha assicurato il ministro Fornero.
Stretta sulla Cig. Nel dettaglio, il
documento del governo prevede una revisione drastica del
sistema della cassa integrazione con una stretta sull'attuale
durata e la sostanziale limitazione alla cassa ordinaria (52
settimane). L'uso della cig sarà quindi limitatissimo e in
sostanza ridotto ai casi in cui si possa riprendere il lavoro
rapidamente. Tutti gli altri ammortizzatori, a quel punto,
riguarderebbero il sostegno al lavoratore in seguito al
licenziamento e nei fatti si tratterebbe di indennità
risarcitorie.
Sostegno al reddito dei licenziati - Il
ministro Passera ha spiegato che, con l'obiettivo di "rendere
il Paese attraente per gli investitori esteri", per il sistema
degli ammortizzatori sociali si intende adottare "un sistema
integrato su due pilastri" e dunque cassa integrazione per le
riduzioni temporanee di attività e sostegno al reddito per chi
ha perso il lavoro. Si sta ragionando sullo schema del reddito
minimo, ha spiegato Passera, ma le risorse necessarie
sarebbero al momento "non individuabili". Da qui l'ipotesi di
inserirlo comunque nella riforma prevedendo però "una
applicazione dilazionata".
Lavoro flessibile più caro. Un altro punto riguarda
il lavoro flessibile che dovrà costare di più, mentre la
conversione da contratto a tempo determinato a indeterminato
sarà favorita con la graduazione degli sgravi contributivi
anche in rapporto alla formazione svolta.
Contratto e ciclo di vita. Il documento
prevede poi una tutela del lavoro "modellato sul ciclo di vita
delle persone"; un contratto, in sostanza, che evolva con
l'età dei lavoratori. A questi dunque saranno legati i futuri
interventi innovativi. Il ministro Elsa Fornero ha detto che
si valuterà se l'obiettivo è raggiungibile attraverso il
modello del "contratto unico" con tutele alleggerite nella
fase di ingresso nel mondo del lavoro.
Fornero: "Si parte col piede giusto" - Alla fine, il ministro
Fornero ha annunciato che non avrebbe consegnato il documento
del governo: "Lo riguardo un po' - ha detto - , ci lavorerò
ancora, tengo conto delle cose che mi avete detto, formulerò
alcune ipotesi sui cinque punti e nel giro di una settimana ci
rivedremo". Il giudizio sull'incontro, intanto, è positivo:
"Siamo partiti col piede giusto", ha detto rimarcando
l'apertura al dialogo da parte dei sindacati.
Le reazioni: gelo Cgil - La bocciatura della Cgil arriva
subito: "Non c'e stata nessuna condivisione delle proposte che
il ministro ha illustrato - dice Susanna Camusso all'uscita
dall'incontro - . Per questo aspettiamo l'agenda dei tavoli.
Per noi si parte dall'agenda e non da contenuti già
predeterminati". Per quanto riguarda la riforma della Cig,
Camusso afferma che "le parti sociali al tavolo sono tutte
d'accordo sul fatto che non si può superare la cassa
integrazione straordinaria". Per Camusso, comunque, si è
trattato di un incontro propedeutico ad attivare un confronto
di merito, dunque, "utile" soprattutto a chiarire al governo
che il mercato del lavoro "è una materia complessa", da
gestire "con attenzione". "E credo che il messaggio sia
arrivato chiaro", dice Camusso.
La Uil: "Disponibili a discutere" - "Abbiamo dato la nostra
disponibilità a discutere", ha detto alla fine Luigi Angeletti
leader della Uil. L'unico modo per uscire dalla crisi "è
creare buoni posti di lavoro", ha aggiunto Angeletti, e per
farlo non si può discutere solo di mercato di lavoro. "Per noi
è decisivo che il confronto si svolga anche sui temi delle
liberalizzazioni, delle politiche fiscali e degli
investimenti. Siamo ottimisti - ha concluso Angeletti -. Ci
accingiamo a fare questo lavoro per salvare il Paese".
La Cisl: no a forzature - Raffaele Bonanni, segretario della
Cisl, ritiene che il governo non debba procedere con forzature
perché va fatto tutto per salvaguardare la coesione sociale.
Tra le eventuali forzature ci sarebbe un eventuale colpo di
mano sull'Articolo 18: "Focalizzare sull'articolo 18 tutti i
mali della produttività e del lavoro - dice Bonanni - ci
sembra un colpo alle persone, è irriverente e anche sbagliato
perché distrae dalle cose davvero da fare. E se qualcuno pensa
di risolvere queste carenze con l'articolo 18 sbaglia di
grosso". Un messaggio rivolto soprattutto a Confindustria.
Ugl: anche riforma fiscale - Secondo Giovanni Centrella,
segretario dell'Ugl, "la discussione dovrebbe partire dal
documento di Cgil, Cisl e Uil condiviso dall'Ugl", mentre
"accanto a quella del lavoro non possono mancare una riforma
fiscale e stimoli agli investimenti, altrimenti questo tavolo
non produrrà gli effetti sperati". A proposito dell'Articolo
18, Centrella ha detto che il governo dovrebbe cercare invece
di accelerare il reintegro dei lavoratori licenziati, oggi
affidato ai tempi lunghissimi della giustizia ordinaria.
Marcegaglia: "Più flessibilità in uscita" - Emma Marcegaglia,
parlando di una "buona" riunione, sollecita infatti il governo
a fare "attenzione a ridurre le forme di flessibilità in linea
con l'Europa", mentre il problema, dice la presidente di
Confindustria, "non è la flessibilità in entrata", che in
Italia è minore che in Germania, ma quella in uscita. "Ma
siamo pronti a combattere gli abusi". Sugli ammortizzatori
sociali, Marcegaglia concorsa sul fatto che, dovendo
"fronteggiare una grande crisi", per ora è meglio "non
procedere a grandi cambiamenti". Anche Venturi, presidente di
Rete imprese, ritiene che si debba affrontare il tema della
maggiore flessibilità in uscita, ma occorre anche affrontare
temi quali la riduzione del costo del lavoro e la lotta al
sommerso.
(23 gennaio 2012 - La Repubblica)
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