Marcegaglia: il problema non è la flessibilità in entrata. Muro
dei sindacati sulla stretta alla Cig
sole24ore 23-1-2012
Ufficialmente l'articolo 18 non è entrato nella discussione
odierna. «Non ne abbiamo parlato», si limita a sottolineare la leader
di Confindustria,
Emma
Marcegaglia, al termine del tavolo tra Governo e parti sociali
sulla riforma del mercato del lavoro. Ma l'articolo 18 diventa
inevitabilmente il convitato di pietra del primo round del confronto.
Tanto che alla fine della riunione, dai sindacati arriva un secco no a
qualsiasi ipotesi di intervento. Ma Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sono freddi
anche rispetto a un altro tassello tratteggiato nel documento
illustrato oggi dall'esecutivo a Palazzo Chigi: la stretta sulla cassa
integrazione. «Le parti sociali al tavolo sono tutte
d'accordo sul fatto che non si può superare la cassa integrazione
straordinaria», avverte Susanna Camusso, numero uno della Cgil,
lasciando la riunione.
Imprese
soddisfatte ma i sindacati frenano sulla stretta alla Cig
Ma mentre le imprese giudicano positivamente il confronto di oggi, i
sindacati restano scettici e lamentano il metodo scelto dal Governo.
«È stato un incontro positivo - spiega Marcegaglia -. Abbiamo deciso
di vederci tra di noi per scambiarci opinioni. Da parte nostra c'è
l'idea di lavorare, prima ancora che il tavolo venga riconvocato, su
posizioni condivise da tutte la parti sociali». La numero uno di Viale
dell'Astronomia ha però ben chiaro su quali tasselli muoversi e lo
dice senza troppi giri di parole: sul fronte dell'accesso al mondo del
lavoro occorre non avviare «grandi cambiamenti», ma invece «stanare
gli abusi» come le false partite Iva.
Marcegaglia:
problema non è flessibilità in entrata
Secondo Marcegaglia, però, bisogna stare "attenti" a non ridurre la
flessibilità. «Abbiamo condiviso - spiega - anche con i sindacati» che
bisogna puntare «sull'apprendistato che è la via migliore di accesso
per i giovani e stimolare a usare di più le agenzie interinali». Sulla
stretta alla Cig, poi, la leader degli industriali non si sbilancia
anche se si dice disponibile a ragionare su un riassetto degli
ammortizzatori sociali. «Ci siamo detti aperti a ragionare su cassa
integrazione e indennità di licenziamento ma anche che, al momento,
dobbiamo fronteggiare una grande crisi e quindi per ora che non si
debba procedere a grandi cambiamenti».
Bonanni:
attuali ammortizzatori molto importanti per il futuro
I sindacati, invece, chiudono a qualsiasi modifica della Cig. «Gli
attuali ammortizzatori possono essere una chance molto importante
anche per il futuro», sottolinea il segretario generale della Cisl,
Raffaele
Bonanni. «Con la cassa integrazione in deroga e la cassa
integrazione straordinaria abbiamo coperto tutti come mai successo e,
per fortuna, l'abbiamo fatto in questo momento di crisi». Sulla stessa
lunghezza d'onda anche Camusso. «Per affrontare il problema
dell'occupazione, non bisogna licenziare di più» ma riuscire a far
diventare fruibile la seconda gamba del sistema. C'è un tema che si
chiama emergenza e uno che può essere definito assetto degli
ammortizzatori», spiega la leader della Cgil, che sottolinea: «bisogna
ridurre le disuguaglianze del sistema produttivo».
Angeletti:
Governo non faccia maestra con la penna rossa
Insomma, la strada per un ammodernamento del mercato del lavoro non
può passare, sostengono i sindacati, attraverso una riduzione del
perimetro degli ammortizzatori sociali. «Prima di smantellare gli
strumenti» degli ammortizzatori sociali «abbiamo bisogno che ce ne
siano altri più efficaci e non più disastrosi», avverte il segretario
della Uil,
Luigi Angeletti. Il confronto, prosegue, «si deve concentrare
su questo. Si tratta quindi di fare «un grande lavoro per fare in modo
che le persone
abbiano la capacitá di stare sul mercato e crescere. Su tutto questo
siamo disposti a verificare, modificare e discutere». Ma il confronto,
avvertono i leader sindacali, deve essere reale. «Il Governo non può
essere come la maestra che corregge con la matita rossa e blu»,
attacca Angeletti. «Non ci possono essere scelte unilaterali su queste
materie», gli fa eco Camusso. (Ce.Do.)
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