Dalla Libia, dove è in visita, il presidente del Consiglio Mario
Monti ha difeso il
maxi-decreto sulle liberalizzazioni, che ha suscitato una buona
dose di polemiche. Il decreto, ha detto Monti, «ha una sua logica di
insieme che noi come governo illustreremo al Parlamento e ai partiti
così come abbiamo fatto nei giorni precedenti». Il premier ha anche
ammonito: «Sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir
meno la logica di insieme». Secondo il premier buona parte delle
critiche discendono da una mentalità 'corporativa': «Spesso in Italia
ci sentiamo più membri di una categoria e di una corporazione che
cittadini italiani. Però nei momenti di difficoltà dobbiamo sempre piu
sentirci cittadini italiani. E ora che siamo in un momento di
difficoltà, sono certo che anche questa volta questo sentimento
prevarrà». Riguardo al problema dei prezzil professore ha detto: «La
maggiore concorrenza, maggiore liberalizzazione e apertura dei mercati
significano minori rendite di posizione , quindi a parità di
condizioni, prezzi più bassi che moderano il costo della vita». E
infine Monti si è concesso una battuta sul Consiglio dei ministri:
«Movimentato? Non me ne sono accorto: abbiamo solo interrotto ad un
certo punto per mangiare un tramezzino nella stanza accanto perché, lo
preciso, anche la sobrietà ha il suoi limiti».
I dubbi dei sindacati, Cgil: «Le misure porteranno guai»
Ma se il premier appare molto sicuro di se, in ambito politico e
sindacale le reazioni al decreto sono state spesso polemiche.
Ambivalente Susanna Camusso, segretario della Cgil, non ha avuto dubbi
nel commentare il provvedimento: «Le intemperanze liberalizzatrici ci
porteranno dei guai».
In particolare, il segretario ha stigmatizzato la liberalizzazione
degli orari di apertura e chiusura dei negozi: «Deprezza la cura delle
persone, la salute, l'idea che si può avere attività che riguardano il
tempo libero, la costruzione della cultura, della lettura». Camusso
ha poi smussato i toni: «Allo stato mi pare ci sono cose indubbiamente
utili fatte», ha precisato, «e altre che se si confermassero non ci
convincono, penso per esempio al contratto delle ferrovie. Saremmo
curiosi di vedere il testo effettivo del provvedimento perché abbiamo
la sensazione che molti commenti siano avvenuti sulla base di testi
ormai esauriti», ha comunque spiegato.
BONANNI SCOPRE LA CONCERTAZIONE. «Se si vogliono superare le
resistenze dei potentati economici, delle corporazioni ed i veti di
una certa politica» ha affermato Raffaele Bonanni (Cisl) in una nota
«occorre intraprendere la strada della concertazione per raggiungere
un patto per la crescita con i grandi soggetti sociali di questo
Paese». «Per fare ripartire il nostro sistema economico» avverte «é
indispensabile il coinvolgimento dei soggetti sociali. Questo vale
anche in vista della trattativa che partirà lunedì prossimo a Palazzo
Chigi tra governo e parti sociali. Più è trasparente il confronto,
maggiore sarà l'efficacia ed il consenso sociale sulle misure che il
Governo intende varare sulla crescita, l'occupazione e la
competitività. Il dialogo paga sempre».
Confindustria promuove il governo: «Avanti così»
Confindustria promuove il pacchetto: «Avanti così» Entusiasta Emma
Marcegaglia, che ha definito «sacrosante» le misure varate dal
governo: «Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l'importante è
che il governo vada avanti per questa strada». Il leader di
Confindustria ha spiegato: «Non è più possibile che ci sia un pezzo di
mondo che combatte e un'altra parte che scarica su questo le proprie
inefficienze, questo dualismo non sta più in piedi ed è giusto che si
siano toccati tutti. Per la prima volta c'é un disegno complessivo di
liberalizzazioni che Confindustria chiede da sempre».
«SERVE SENSO DI RESPONSABILITÀ». In vista
dell'imminente apertura della trattativa tra le parti sociali
Marcegaglia ha detto: «Lunedì noi andremo a questo tavolo con molto
senso di responsabilità . Ovviamente deve essere chiaro a tutti che
l'obiettivo di questa riforma deve essere quello di aumentare
l'occupazione, la crescita, il tasso di occupazione. Le parole di
Monti erano chiare: «Auspichiamo che si possa trovare un accordo con i
sindacati». Ma il tema dell'Art 18 è ancora in agenda? Le è stato
chiesto. «Il tema è quello del dualismo» ha risposto Marcegaglia.
«Bisogna aiutare le persone che rischiano il posto di lavoro, ma non
possiamo lasciare tutto irrigidito, perché questo non andrebbe bene
per l'economia, per i giovani per l'occupazione».
FEDERFARMA ANNUNCIA SCIOPERO. «Abbiamo
ipotizzato uno sciopero delle farmacie il primo febbraio se il
Parlamento non modidificherà il testo del decreto sulle
liberalizzazioni» , ha annunciato il presidente di Federfarma, Anna
Rosa Racca, al termine dell'Assemblea dell'associazione dei titolari
di farmacia.
Alfano: «Sosterremo il decreto in Parlamento»
Positivo il commento di Angelino Alfano: «Siamo a favore delle
liberalizzazioni con l'obiettivo che queste facciano un buon servizio
al cittadino e riducendo i costi e offrendo servizi migliori. Se
queste saranno in grado di centrare questo obiettivo, non solo ne
saremo ben lieti, ma le sosterremo in parlamento».
Il segretario del Pdl ha applaudito Mario Monti anche per le modalità
di intervento: «Il metodo utilizzato, quello del decreto, è la
conferma di quello che noi abbiamo sempre detto: attraverso il decreto
si riesce a lavorare con celerità».
CROSETTO: «UNA FINTA SFIDA DA ACCETTARE». Guido
Crosetto parlamentare del Pdl ha dichiarato: «È necessario accettare
la finta sfida che è stata lanciata sulle liberalizzazioni.Il decreto
è un insieme di cose serie, cose inutili e demagogia, ma almeno è un
punto di partenza sul quale provare a fare qualcosa come un intervento
per i pagamenti della Pa o misure serie per abbattere drasticamente i
tempi e il peso della burocrazia».
LA DELUSIONE DI BRUNETTA. «Se era necessario un super
governo tecnico per le liberalizzazioni, forse, c'é molta delusione».
E' il giudizio espresso a Padova da Renato Brunetta. L'ex ministro si
è poi chiesto «dove sono i provvedimenti sulle banche, e quelli sulle
infrastrutture, i provvedimenti sull'efficienza del sistema? La
crescita sullo sviluppo economico» ha evidenziato «non si fa con un
po' più di farmacie e un po' più di taxi».
Ma intanto il dibattito impazza. Secondo Roberto Calderoli
(Lega): «[Il decreto] farà solo danni. Non solo il Paese non crescerà,
visto che si sono addirittura creati nuovi onerosi carrozzoni, ma si
massacra Abele per premiare Caino».
RUTELLI: «PROVVEDIMENTO POSITIVO». Per il leader
dell'Api, Francesco Rutelli: 'Saremo guardiani della tenuta e
dell'ampliamento del provvedimento sulle liberalizzazioni. Sia chiaro
che si entra in Parlamento per allargare lo spettro del provvedimento
decisamente positivo sulle liberalizzazioni per dare impulso alla
crescita, non certo per restringerlo'.
CATRICALÀ: «I PREZZI SCENDERANNO». Antonio Catricalà,
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ai microfoni del Tg1 ha
commentato: «Prevedevamo che ci sarebbero state delle reazioni, mi
sembrano reazioni contenute e del resto il fatto che siano più
categorie a protestare vuol dire che abbiamo fatto una manovra
equilibrata». Catricalà ha anche aggiunto: «Il piano sulle
liberalizzazioni del governo dovrebbe portare ad un aumento di Pil di
un punto e mezzo nel medio periodo e nel lungo periodo ad una crescita
pari a quella dei partner europei più avanzati». Secondo il
sottosegretario, il decreto sulle liberalizzazioni del governo
«porterà minori spese» per i consumatori. «La mia non è solo una
speranza» ha concluso Catricalà «ci sono studi della Banca d'Italia e
dell'Ocse che confermano che con le liberalizzazioni i prezzi
scenderanno».
Il sottosegratario ha anche annunciato che la prossima settimana il
Cdm varerà un «decreto legge che porterà semplificazione non solo per
le imprese ma di nuovo per la vita di tutti i cittadini e per le
famiglia» con una «maggiore facilità di rapporti tra la burocrazia e i
cittadini».
Sabato, 21 Gennaio 2012