Lavoro, nuovo affondo della Cgil: il Governo parli chiaro, Cisl e Uil solisti stonati

Continua la polemica tra Cgil e Governo sul metodo da seguire per fissare i contenuti della fase due e, in primis, della riforma del mercato del lavoro. Oggi, infatti, il sindacato di Corso d'Italia è tornato a chiedere su Twitter un reale coinvolgimento delle parti sociali nelle decisioni dell'esecutivo. «Se il Governo Monti vuole un accordo, chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti. È solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere da soli». Il sindacato di Susanna Camusso ha le idee chiare. Non vuole un ritorno «alla concertazione modello anni '90» ma «un confronto serio e onesto».

Le critiche a Cisl e Uil: solisti stonati
I tempi per il varo del pacchetto cresci-Italia sono stretti e l'esecutivo è fermo sulle sue posizioni: nessuna concertazione, ma solo un confronto sugli obiettivi per arrivare alle decisioni finali. Che restano in capo al Governo senza negoziato. Insomma, decisioni rapide e una consultazione snella. La Camusso ha subodorato l'aria e, non a caso , nel messaggio di oggi ribadisce la necessità di un confronto concreto sui temi. Ma dalla Cgil arriva anche una bacchettata a Cisl e Uil dopo la replica pronunciata ieri dalle altre sigle all'annuncio del Governo di voler procedere con incontri bilaterali sulla strada della fase due («conta la sostanza più che la forma»). «Bisogna concordare - attacca la Cgil - uno spartito: non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati».

L'affondo contro il contratto unico di Ichino
Al sindacato di Corso d'Italia, poi, non va giù la proposta di contratto unico formulata dal senatore del Pd, Pietro Ichino. «È pubblicità ingannevole, non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani. Serve un piano del lavoro per i giovani usare il contratto di inserimento e formazione per cancellare i contratti precari a oltranza».

Di Pietro: serve concertazione per riformare il sistema
A dare man forte alla Cgil interviene il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Serve «concertazione» come «unico sistema» per mettere mano a una riforma del mercato del lavoro. L'idv, insiste l'ex pm, «non condivide né il merito né il metodo proposto» perché dividere i rappresentanti dei lavoratori li rende più deboli. Se dividi i sindacati metti sul lavoratore una spada di Damocle: fai come dico io o vai a casa». Invece, aggiunge, «l'unione fa la forza». Per questo «serve un tavolo unito».

Gasparri: diritto di veto della Cgil non esiste più
Critiche arrivano invece dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Il confronto è un diritto di chiunque abbia rappresentatività, il dialogo è un dovere della democrazia. Ma il diritto di veto della Cgil non esiste più da tempo. Sul lavoro il Pdl sarà favorevole a tutte le riforme coerenti con gli impegni presi da Berlusconi con la Ue a nome dell'Italia. E chiediamo che il confronto parta il prima possibile in Senato dove abbiamo concrete proposte da avanzare nella discussione».