Lavoro, nuovo affondo della Cgil: il Governo parli chiaro, Cisl e
Uil solisti stonati
4
gennaio 2011 - Sole24ore
Continua la polemica tra Cgil e Governo
sul metodo da seguire per fissare i contenuti della fase due e, in
primis, della riforma
del mercato del lavoro. Oggi, infatti, il sindacato di Corso
d'Italia è tornato a chiedere su Twitter un reale coinvolgimento delle
parti sociali nelle decisioni dell'esecutivo. «Se il Governo Monti vuole
un accordo, chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e
strumenti. È solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere
da soli». Il sindacato di
Susanna Camusso
ha le idee chiare. Non vuole un ritorno «alla concertazione
modello anni '90» ma «un confronto serio e onesto».
Le critiche a
Cisl e Uil: solisti stonati
I tempi per il varo del pacchetto cresci-Italia sono stretti e
l'esecutivo è fermo sulle sue posizioni: nessuna concertazione, ma solo
un confronto sugli obiettivi per arrivare alle decisioni finali. Che
restano in capo al Governo senza negoziato. Insomma, decisioni rapide e
una consultazione snella. La Camusso ha subodorato l'aria e, non a caso
, nel messaggio di oggi ribadisce la necessità di un confronto concreto
sui temi. Ma dalla Cgil arriva anche una bacchettata a Cisl e Uil dopo
la replica pronunciata ieri dalle altre sigle all'annuncio del Governo
di voler procedere con incontri bilaterali sulla strada della fase due
(«conta la sostanza più che la forma»). «Bisogna concordare - attacca la
Cgil - uno spartito: non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi
accettare di fare i solisti stonati».
L'affondo
contro il contratto unico di Ichino
Al sindacato di Corso d'Italia, poi, non va giù la proposta di
contratto unico formulata dal senatore del Pd,
Pietro Ichino.
«È pubblicità ingannevole, non cancella la precarietà di oggi e ne
aggiungerà nuova domani. Serve un piano del lavoro per i giovani usare
il contratto di inserimento e formazione per cancellare i contratti
precari a oltranza».
Di Pietro:
serve concertazione per riformare il sistema
A dare man forte alla Cgil interviene il leader dell'Idv,
Antonio Di Pietro.
Serve «concertazione» come «unico sistema» per mettere mano a una
riforma del mercato del lavoro. L'idv, insiste l'ex pm, «non condivide
né il merito né il metodo proposto» perché dividere i rappresentanti dei
lavoratori li rende più deboli. Se dividi i sindacati metti sul
lavoratore una spada di Damocle: fai come dico io o vai a casa». Invece,
aggiunge, «l'unione fa la forza». Per questo «serve un tavolo unito».
Gasparri:
diritto di veto della Cgil non esiste più
Critiche arrivano invece dal capogruppo del Pdl al Senato,
Maurizio Gasparri.
«Il confronto è un diritto di chiunque abbia rappresentatività, il
dialogo è un dovere della democrazia. Ma il diritto di veto della Cgil
non esiste più da tempo. Sul lavoro il Pdl sarà favorevole a tutte le
riforme coerenti con gli impegni presi da Berlusconi con la Ue a nome
dell'Italia. E chiediamo che il confronto parta il prima possibile in
Senato dove abbiamo concrete proposte da avanzare nella discussione».
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