Lavoro, scontro sulla concertazione. Cgil: tavolo
unitario. Ma il Governo non ci sta
3
gennaio 2012 - Sole24ore
Braccio di ferro governo-sindacati sulla concertazione. A dare il
"la" è la Cgil che sollecita un tavolo unitario. «Monti non convochi i
sindacati separatamente. Gli incontri separati stile Sacconi rendono
solo tutto più complicato e più lungo. Quindi no a incontri separati».
Palazzo Chigi, però, non cambia linea. A quanto si apprende, infatti, il
ministro del Welfare
Elsa Fornero
è orientata a confermare il metodo degli incontri bilaterali con
i sindacati. Gli incontri, che saranno tenuti dal ministro Fornero e dal
collega dello Sviluppo,
Corrado Passera,
dovrebbero iniziare la prossima settimana. Non parteciperà il premier
Mario Monti,
che pure tiene i contatti e che potrebbe però intervenire in una fase
finale.
Serve un piano per il lavoro, ma senza fretta
«Serve un piano per il lavoro», ma senza scadenze perché «la fretta
produce sempre cattivi accordi»,'ha spiegato il segretario generale
della Cgil, Susanna Camusso, in un'intervista a "La Stampa", precisando
come sul Governo non può pendere ancora la spada di Damocle dell'Europa.
«Credo che continuare a farci dettare i tempi da Bruxelles sia un altro
errore. Fatta la manovra non doveva arrivare il momento del confronto
con l'Europa come ci hanno detto nei loro messaggi di fine anno sia
Napolitano che Monti? Nelle trattative si può fissare la data di inizio,
non quella di chiusura, e l'esperienza della manovra di dicembre ci dice
che occorre fare le cose per bene, non con urgenza».
Il tema
dell'occupazione è un dramma per molti italiani
Per il segretario della Cgil «il Paese è messo molto male, la
preoccupazione è alta. Il tema dell'occupazione é un grande dramma per
la maggior parte degli italiani che non hanno nessun bisogno di sentirsi
raccontare delle favole come quella che bisogna intervenire
sull'articolo 18. Bisogna discutere dei problemi che abbiamo non di
quelli che non abbiamo. Bisogna ragionare sugli ammortizzatori per
trovare una soluzione che copra davvero tutti. E poi occorre dare
risposte ai giovani e avviare un piano per l'occupazione».
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