| 19/12/2011
L'art. 18 dello Statuto dei
lavoratori rappresenta “una norma di civiltà che impedisce le
discriminazioni ed esercita una forma di deterrenza per tutti. Un
paese democratico e civile non può rinunciarvi”. Così il Segretario
Generale della CGIL, Susanna Camusso a Piazza Montecitorio in
occasione del presidio sindacale unitario in concomitanza con lo
sciopero del pubblico impiego.
Il Ministtro Elsa Fornero ha
annunciato infatti, nei giorni scorsi, una riforma del mercato del
lavoro a cui il governo sta lavorando.”Dicono riforma del lavoro, in
realtà – denuncia la leader della CGIL - sono licenziamenti facili”.
Il Segretario generale della CGIL è tornata a ribadire la
contrarietà a questa manovra “iniqua”, perchè “in prevalenza punta
sul carico fiscale, sui lavoratori e sui pensionati”. Inoltre,
prosegue Camusso dal presidio “non c'è alcun intervento su chi ha di
più ed è troppo timida sul terreno dell'evasione. Anzi - avverte -,
si determinano dei drammi sulle persone, allungandogli la vita
lavorativa”.
Per Camusso occorre, invece, una
redistribuzione degli ammortizzatori sociali “per garantire il
reddito delle persone in un momento di aumento della
disoccupazione”. Per quanto riguarda lo sciopero e le manifestazioni
come strumenti di protesta dei lavoratori in una fase di crisi, la
leader della CGIL sottolinea come siano ancora “strumenti validi.
Sono la dimostrazione di cosa pensa il mondo del lavoro”. Lo
sciopero, prosegue Camusso “è un sacrificio doloroso per tutti,
lavoratori e imprese, un danno per lo Stato e quindi – conclude -
tutti dovrebbero avere interesse a risolvere i problemi”. |