Accordo Fiat in dirittura d'arrivo
9-12-2011 Sole24ore
Festivo lavorato ieri per le delegazioni che hanno partecipato ai tavoli
tecnici da cui dovrà uscire il nuovo "contratto collettivo specifico"
per gli 86mila lavoratori del gruppo Fiat. Le luci delle salette
"sindacali" dell'Unione industriali di Torino sono rimaste infatti
accese fino a tarda sera per permettere quello che oggi potrebbe essere
l'affondo finale del negoziato.
A rendere laboriosa l'operazione il fatto che per definire il nuovo
testo le parti hanno dovuto armonizzare accordi finora distinti. Per
realizzarlo hanno dovuto leggere ed esaminare circa 150 pagine.
Il negoziato si è interrotto con un vertice dei rappresentanti di Fiat
che si sono riuniti per analizzare le osservazioni al testo sollevate da
Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Capi e Quadri Fiat. Mentre in
un'altra sala i segretari generali dei sindacati hanno messo a punto un
allegato al contratto sulla rappresentanza sindacale nelle fabbriche.
Tutti d'accordo sul fatto che le Rsa vadano elette dai lavoratori. Ma
sul meccanismo elettivo si sta ancora ragionando. Ricordiamo che questo
della rappresentanza oltre ad essere uno dei punti più delicati è anche
quello destinato ad avere le maggiori conseguenze e ripercussioni sulle
relazioni sindacali. L'accordo del 29 dicembre 2009 spiega infatti che
«le rappresentanze sindacali unitarie possono essere costituite ai
sensi» dello Statuto dei lavoratatori «dalle organizzazioni sindacali
dei lavoratori firmatarie del presente accordo». L'applicazione di
questa parte determina, in sostanza, l'esclusione della Fiom dai
consigli di fabbrica.
La trattativa di ieri si è conclusa lasciando aperti, sul tavolo per
oggi, ancora i nodi della prima ora, ovvero l'assenteismo (la
formulazione proposta dalla Fiat non piace al sindacato), ma anche il
riconoscimento degli scatti di anzianità e l'ammontare delle
maggiorazioni, vale a dire quegli incrementi che spettano ai lavoratori
che svolgono i turni.
Il sindacato chiede una contropartita economica su cui invece il
Lingotto non sarebbe disposta a cedere. Un problema di costi del
contratto su cui non sarà semplicissimo individuare una soluzione. Un
ostacolo che tuttavia non ha ridimensionato la convinzione di arrivare a
un'intesa presto, molto probabilmente oggi.
«Del resto sono questi i punti che dovrebbero qualificare il fatto che
non stiamo facendo la fotocopia dell'accordo di Pomigliano» ha detto
Claudio Chiarle, segretario torinese della Fim. Il riferimento è alla
Fiom, che da lunedì è fuori dal tavolo e che lunedì mattina terrà a
Torino un corteo contro la manovra e per protestare nei confronti del
fatto di essere stata "estromessa" dalla trattativa. |