| 30/11/2011
“Sono il lavoro ed il fisco i temi centrali della
piattaforma CGIL, che riproponiamo al Governo, con la certezza che
senza interventi sulla crescita e senza una vera svolta sull'equità,
il Paese non esce dalla condizione difficile che si è determinata”.
A dichiararlo Vera Lamonica, Segretario Confederale della CGIL con
delega al Welfare e alla previdenza, che aggiunge “se fossero vere
le notizie anticipate dalla stampa riguardo alle misure sulle
pensioni, ci troveremmo di fronte a provvedimenti inaccettabili”.
Il ventilato blocco
dell'adeguamento all'inflazione delle pensioni in essere, per la
CGIL “è esattamente il contrario dell'equità” perché, spiega Vera
Lamonica “colpisce le fasce più deboli, già impoverite dalla caduta
del potere d'acquisto di salari e pensioni, e non in grado di
reggere ulteriori colpi a condizioni di vita che si sono fatte
sempre più difficili, con effetti anche sulle condizioni generali
del Paese segnate dalla caduta dei consumi e delle dinamiche
recessive in atto”. Se fossero vere le anticipazioni, prosegue
Lamonica “l'approccio ai temi più generali della previdenza sarebbe
ancora una volta basato sulla volontà di fare esclusivamente cassa
con le pensioni, e sarebbe anche la dimostrazione che il tema
giovani viene usato solo strumentalmente, e non per dare risposte
effettive”.
La CGIL conferma
dunque la sua netta opposizione a cancellare il tetto dei 40 anni,
peraltro già oltre 41, che costituisce il “necessario legame con il
lavoro e la vita delle persone”, così come è contraria ad ulteriori
anticipazioni dell'innalzamento dell'età per le donne del settore
privato. “I privilegi e le disparità non sono legati al lavoro
dipendente e vanno affrontati sul serio e non solo con misure che
avrebbero puro valore simbolico, come ad esempio la parificazione
delle aliquote per il lavoro autonomo, che va effettuata per tutta
la platea ed in misura adeguata, o i vitalizi di parlamentari e
consiglieri regionali, tema sul quale intravediamo un segno positivo
che va esteso e concretizzato”.
“Inoltre - conclude
Vera Lamonica - non si può non sottolineare che, contrariamente a
quanto è avvenuto con il precedente Governo, sugli interventi di
natura previdenziale va costruito il confronto, e noi auspichiamo il
consenso, delle parti sociali. Non abbiamo inseguito il dibattito
tenuto nelle ultime settimane sugli organi di stampa, nonostante
esso abbia provocato ansie ed incertezze ulteriori tra i lavoratori,
ma ci sembra che, se le misure alla fine fossero davvero quelle che
oggi sono sulle prime pagine, non saremmo neanche di fronte a
ipotesi di riforma ma a puri e semplici interventi di cassa, senza
alcun profilo di discontinuità rispetto a quanto avvenuto nel
recente passato”. |