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Marchionne dà la disdetta a tutti i contratti, compreso quello nazionale. L'azienda propone il modello Pomigliano. Cisl e Uil pronte a trattare.
MANIFESTO - 22.11.2011
La Fiom pensa a due ore di sciopero per poter indire assemblee. Ma annuncia già altre misure, ben più incisive, a partire da uno sciopero generale della categoria, per rispondere all'affondo di Sergio Marchionne, l'ad Fiat, che con molta non chalance ha annunciato ieri di aver disdetto, a partire dal 1 gennaio 2012, tutti i contratti firmati dall'azienda - compreso quello collettivo nazionale che, tanto per essere precisi, non viene firmato da Fiat ma da Federmeccanica. Una decisione che per il segretario della Fiom Maurizio Landini "apre una fase nuova di modifica delle relazioni industriali ma soprattutto di trasformazione della natura del sindacato che si appresterebbe, così, a trasformarsi in corporazione". Per questo: "Dovrebbero fare una riflessione perchè il fatto è grave e non si cancellerà solo il contratto nazionale di lavoro ma si sopprimeranno anche le libertà e i diritti dei lavoratori". A questo - oggettivamente - passaggio epocale delle relazioni industriali nel paese, la risposta di Film e Uilm è stata sempre la stessa: hanno cioè inviato una lettera per chiedere l'apertura di "un tavolo di trattativa", come se con Fiat sia stato possibile trattare da quando è passata nelle mani dell' "americano" (che però in America ha trovato pane per i suoi denti). I due sindacati potrebbero essere già chiamati la prossima settimana. E da parte della Fiat, come di Cisl e Uil, è tutta una rincorsa ad assicurare che la scelta di Marchionne sta "nelle cose". "Lo sanno tutti che la Fiat ha fatto una scelta autonoma di non aderire più a Confindustria e quindi chiederà a noi di fare un contratto nazionale dell'auto, e noi lo faremo. Con regole nazionali che valgono per tutti gli stabilimenti e regole aziendali specifiche in modo di avere accordi che si adattino alle realtà dei vari territori", ha detto il leader della Cisl Bonanni, annunciando che il sindacato non ha alcuna intenzione di fare sciopero. Certo, almeno un "problemino" c'è: e cioè che senza contratto nazionale, a partire dal 1 gennaio di fatto i lavoratori rimangono senza la copertura dello stesso. Questione che non è sfuggita ai due sindacati, tanto che Rocco Palombella, leader della Uilm "Puntiamo ad accelerare i tempi perchè è indispensabile dare copertura contrattuale a tutti gli addetti del gruppo automobilistico in questione senza che si creino vuoti e problemi conseguenti - ha detto Palombella - Col contratto nazionale dell'auto possono determinarsi condizioni migliorative dal punto di vista economico e normativo per i circa 70mila lavoratori dell'azienda. Tutto sta ad intavolare un buon negoziato con Fiat per concretizzare queste potenzialità". La risposta del segretario confederale della Cgil Susanna Camusso: "Lo dico in particolare a Cisl e Uil: un grande sindacato confederale non può mai accettare un'azienda che decida di escludere altri sindacati". In quanto al governo, il super ministro Corrado Passera per ora ha rilasciato soltanto un "no comment". E su questo argomento Landini ha osservato: "Se questo nuovo governo ha qualcosa da dire di diverso dal precedente, lo faccia ora. Il tempo delle ipocrisie mi sembra concluso".
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