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Si tratta su pensioni rosa e anzianitàdi Marco Rogari - SOLE24ORE 1-10-2011
«Le pensioni di anzianità avevano una validità quando non c'era la legge sui lavori usuranti, oggi va fatta una riflessione sulla transizione lenta verso l'abolizione delle pensioni di anzianità», ha detto Mastrapasqua parlando a Radio3. E ha poi aggiunto: «Il sistema previdenziale non è avulso dal mondo del lavoro e del welfare. Abbiamo fatto le riforme, i conti dell'Inps sono in ordine, ma il sistema non può prescindere dall'andamento del Pil». Anche per l'Inps, insomma, la strada da percorrere dovrebbe essere
quella dell'abolizione delle anzianità. Il percorso è stato già
tracciato dai tecnici del Tesoro con la speranza di inserire
l'intervento nella prossima legge di stabilità: anticipo di quota 97
(somma di età anagrafica e contributiva) dal 2013 al 2012, o in
alternativa ripristino dello scalone Maroni, per poi giungere a quota
100 nel 2015, ovvero alla completa soppressione dei trattamenti
anticipati. Umberto Bossi però sulle anzianità non è disposto a cedere. E anche
nei prossimi giorni il Carroccio su questa misura continuerà a fare muro
cercando di limitare la partita alle "pensioni rosa" e alle
reversibilità. Partita che, secondo la mediazione in atto tra Pdl e
Lega, dovrebbe essere giocata nell'ambito della delega sull'assistenza.
La delega diventerebbe, quindi, assistenziale e previdenziale e potrebbe
aprire la strada all'apertura di un tavolo con le parti sociali per
discutere (come ad esempio ha chiesto la Cisl) le misure sulle pensioni.
E proprio in questo ambito potrebbe essere concordato un intervento
sulle anzianità. A quel punto per la Lega sarebbe difficile continuare a
dire no. Nel caso in cui non ci dovessero essere sbocchi sul capitolo
anzianità, il Pdl cercherà di strappare al Carroccio almeno l'anticipo
al 2012 del meccanismo per alzare la soglia pensionabile delle
lavoratrici private, provando anche a velocizzarlo: attualmente, dopo
l'ultimo ritocco con la manovra di ferragosto, l'asticella della soglia
pensionabile comincia ad alzarsi nel 2014 per arrivare a 65 anni nel
2026. Quanto alle reversibilità, la proposta della Lega per ridurre
questi trattamenti potrebbe poggiare su un nuovo vincolo anagrafico e un
contributo sui trattamenti a seconda del reddito familiare. Sempre il
Carroccio spinge per un ulteriore sfoltimento dei trattamenti di
invalidità già oggetto negli ultimi anni di misure ad hoc per limitare
il fenomeno dei falsi invalidi. Tra le varie opzioni c'è anche l'innalzamento a 67 anni della soglia per l'accesso alla pensione di vecchiaia per tutti i lavoratori una volta compiuto il percorso per equiparare l'età pensionabile delle donne a quella degli uomini. Una misura che andrebbe incontro alla richieste della Ue e sarebbe in linea con quanto deciso dalla Germania, ma che di fatto è già stata in parte recepita con l'anticipo dell'adeguamento all'aspettativa di vita del momento effettivo del pensionamento e l'introduzione della finestra unica mobile per le uscite.
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