I 5 punti del Manifesto della Marcegallia: una opposizione da destra al governo Berlusconi.

pubblicata da Leonardo Masella il giorno domenica 25 settembre 2011 alle ore 21.08

 

La presidente di Confindustria, indicata nei sondaggi come la leader preferita dagli italiani, sta portando le bordate più pesanti al governo Berlusconi. Assieme a ciò ha presentato il “Manifesto” degli industriali italiani contro il governo e per salvare l’Italia. Un programma in cinque punti che ci chiarisce che l’opposizione della Marcegallia è una opposzione di destra al governo:

1.   Riforma delle pensioni che «non deve penalizzare i giovani»

2.   Vendere il patrimonio pubblico per ridurre la spesa pubblica

3.   Abbassare il debito e ridurre l’ingerenza del pubblico nell'economia

4.   Piano di privatizzazioni e di liberalizzazioni serio

5.   Infrastrutture, cioè "levare i vincoli burocratici e di testa che impediscono a investimenti magari già finanziati da pubblico e privato".

Si tratta con tutta evidenza di proposte che mirano a soddisfare i bisogni specifici dei grandi industriali e a impoverire di più il paese e i lavoratori. Con la vendita del patrimonio pubblico, che in genere significa "svendita", si tratta di mettere le mani su qualche gioiellino ancora succulento; lo stesso dicasi per le liberalizzazioni e privatizzazioni cioè le mani su acqua pubblica, energia, trasporti redditizi etc, per non parlare della proposta di “ridurre l’ingerenza del pubblico nell’economia”, quando ci vorrebbe proprio il contrario, a partire dal controllo e la direzione pubblica sulla politica industriale e sul sistema bancario e finanziario.

Quando si parla di infrastrutture non si pensa certo ad un sistema trasportistico decente (ferrovie e aereoporti) per il Mezzogiorno per rilanciare lo sviluppo e il turismo nelle aree più belle del paese e fra le più belle d’Europa, ma significa opere inutili come la Tav dall'impatto ambientale devastante ma dalla redditività certa per i costruttori e i tangentari.

Mentre riforma delle pensioni tutti sanno cosa voglia dire: eliminazione delle pensioni di anzianità (cioè di chi ha cominciato a lavorare a 15 anni), allungamento dell'età pensionabile, riduzione degli assegni con buona pace "dei giovani" che si troverebbero la strada tappata dai lavoratori più anziani cui non è permesso uscire dal mercato del lavoro. Un programma micidiale, dunque. Una opposizione da destra al governo Berlusconi.

Come intende portarlo avanti Marcegaglia? Facendo direttamente politica? La sensazione è che, nonostante i toni, si cercherà di strappare tutto quello che è possibile all'attuale governo, debole, ricattato, diviso e che, quindi, è più disponibile a sottostare ai diktat, e contemporaneamente si cerca di spostare ancora di più l’opposizione già moderata del Pd su un terreno ancora più liberista e confindustriale. Ma più in profondità, Confindustria detta l'agenda per il governo che verrà così come hanno già fatto Bce e Commissione europea e, in parte, lo stesso Presidente della Repubblica. E' una morsa costante per creare le condizioni più favorevoli a mandare via Berlusconi per far fare così con molta più facilità (perché Berlusconi non è più credibile e spacca il paese) i grandissimi sacrifici ai lavoratori e al popolo italiano, possibilmente con un nuovo governo di grandi intese e con la concertazione sindacale.