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Qualcuno spieghi a Nicolosi che accordo ha firmato la Cgil.
Nicolosi si stizza per le critiche all'accordo del 28 giugno firmato anche dalla Cgil, e replica alle critiche raccontando le meraviglie di un accordo che esiste solo nella sua fantasia. Ecco quindi il Nicolosi immaginarsi un accordo confederale (quello di giugno) che difende il contratto nazionale e riconsegna ai lavoratori il potere di decidere se firmare o meno un accordo e non capacitarsi che altri non lo leggano nello stesso modo in cui lo legge lui. Non spetta a noi spiegare a Nicolosi cosa dice quell'accordo ma vorremmo almeno vedere il Nicolosi che con un po di coraggio lo vada a spiegare ai lavoratori. Si parla tanto di democrazia ma intanto nessuno, nemmeno la Cgil, ha distribuito il testo dell'accordo nei luoghi di lavoro, nessuno ha organizzato e effettuato una assemblea per sentire il parere dei lavoratori, e tantomeno nessuno si sente oggi vincolato da un loro parere. A Nicolosi basta che questo accordo piaccia a lui ed alla Camusso e tanto basta. Quindi, il Nicolosi, prima di innalzarsi a paladino della democrazia in Cgil, provi a domandarsi chi ha dato alla Camusso il mandato di firmare quell'accordo. Non certo i lavoratori che semmai quella trattativa e quell'accordo hanno semplicemente subito. Ma Nicolosi (ed altri) non demorde. Convinto che gli altri non capiscono un cazzo e che solo lui ha l'intelligenza per capire, eccolo rispondere all'articolo di Campetti sul manifesto con delle vere perle di genialità. Secondo lui l'accordo riconquista la centralità del contratto nazionale. Non serve spiegargli che l'accordo prevede che a livello aziendale si possano concordare deroghe su tutto, dalla normativa, all'organizzazione del lavoro, alle condizioni della prestazione fino agli inquadramenti. Una situazione che produrrà nel tempo tante patuizioni contrattuali in deroga, almeno quante sono le aziende. Cioè lo svuotamento del contratto nazionale e, in definitiva, del sindacalismo generale e confederale. Ma questo non preoccupa il Nicolosi il quale è preoccupato sopratutto di fare da difensore d'ufficio di quella alleanza che in Cgil permette alla sua cordata di esistere nonostante questa non sia misurata da nessun consenso congressuale. Secondo lui, inoltre, l'accordo riconsegna ai lavoratori il potere di decisione sugli accordi e sulle piattaforme. Ovviamente parliamo di una cosa che solo lui vede dato che l'accordo dichiara esigibile dall'azienda qualsiasi accordo che veda l'assenso della maggioranza della Rsu... e tanto basta e avanza. Da ora in poi i lavoratori staranno a guardare, senza più neppure poter dire la loro.
Ma la domanda sorge spontanea...... Ma perchè il Nicolosi, ancora più della Camusso, è in prima linea ad attaccare chiunque avanzi critiche a quell'accordo ??? In effetti la sua situazione è particolarmente paradossale. Da Una parte Nicolosi e la sua area cercano di presentarsi come l'unica area veramente di sinistra sindacale in Cgil. Ne hanno bisogno, sia per giustificare il loro continuare a pretendere di essere riconosciuti come area e quindi di avere potere contrattuale nella copertura di posti nell'apparato sindacale, sia per continuare a proporsi come referenti sindacali di un confronto politico con PD, SEL e FDS da cui sperano di ottenere candidature politiche che facciano da spalla politica alla loro cordata sindacale. Ma questo loro presumere di essere la più vera, la più coerente sinistra sindacale in CGIL cozza con il merito degli accordi che la maggioranza di cui fanno parte sta firmando. Accordi difficili da difendere senza essere organici alla deriva neocorporativa ed allora in qualche modo si cerca di nascondere questa deriva raccontando il merito di questi accordi proponendone letture fantasiose ed inventate tali da farli apparire come delle vittorie, e attaccando chiunque criticando quegli accordi rischia di smascherare l'opportunismo di chi invece li sostiene utilizzando letture "da sinistra". Solo così è possibile spiegare e capire le strane e inconsistenti argomentazioni utilizzate dal Nicolosi (e da altri) per difendere quell'accordo e la particolare stizza che lui, anche più della Camusso, ha verso chi lo critica.
Ma dalle polemiche di questi giorni, e dalla particolare collocazione che LS ha assunto rispetto a questo accordo si dimostra una cosa sopratutto,e cioè che LS come area non esiste più (e da tempo), che quel che si muove attorno a cio' che era una delle più interessanti esperienze di sinistra sindacale in Cgil (da Alternativa Sindacale a Lavoro e Società) si è svuotata, sopravvivendo ormai solo nella sua burocrazia che agisce e decide solo a difesa del proprio interesse .... praticamente una'altra, inutile, costosa cordata di sindacalisti.
22-09-2001 COORDINAMENTO RSU
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