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09/09/2011 da Rassegna Sindacale - Sintesi della relazione di Camusso al Direttivo “La mobilitazione e lo sciopero generale del 6 settembre hanno avuto un successo straordinario. Abbiamo vinto una sfida difficile, organizzata in un tempo molto ristretto e che per partecipazione non ha nulla da invidiare ad altre date storiche della nostra organizzazione”. E' il bilancio del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, sullo sciopero generale di martedì 6 maggio aprendo i lavori del comitato direttivo dell'organizzazione sindacale. Per la leader della CGIL, inoltre, “questa volta non si è trattato esclusivamente della mobilitazione della CGIL: abbiamo rappresentato un disagio, un malumore, un sentire generale del Paese”. La leader della CGIL ha spiegato l'importanza di uno sciopero che ha allargato il consenso intorno alle posizioni della confederazione e ha fatto crescere la partecipazione in tutta Italia. “Lo sciopero è stato importante anche dal punto di vista del contrasto all'azione di divisione esercitata continuamente dal governo”. In piazza, insieme alla CGIL, c'erano tantissime associazioni, i sindaci, gli amministratori locali. “Sentiamo crescere – ha proseguito Camusso - un consenso in una fase che sta cambiando”. In ogni caso, ha avvertito il Segretario Generale della CGIL “tutti coloro che parlavano di isolamento della CGIL oggi si devono ricredere e guardare le cose da un'altra prospettiva. E' stato infatti più difficile – ha detto - individuare le assenze che non le presenze nei cortei”. Questa volta, ha aggiunto la numero uno del sindacato, “è stata diversa anche la partecipazione politica. Per questo – ha spiegato - chiediamo ora alle forze politiche un impegno coerente nella cancellazione dell'articolo 8 della manovra”. A tale proposito Camusso, conferma il giudizio positivo sull’ipotesi di accordo raggiunto con CISL, UIL e Confindustria, il 28 giugno scorso. “L’articolo 8 della manovra - ha detto il numero uno della CGIL - è stato fortemente voluto dal ministro del Lavoro e dal governo come reazione e negazione dell’accordo del 28 giugno. E’ dunque evidente che l’ipotesi d’intesa raggiunta con CISL, UIL e Confindustria, rappresenta, ancora di più rispetto a prima, uno strumento di tutela per i lavoratori”. Sulla effettiva esigibilità dell’accordo, Camusso ha evidenziato, la necessità di trovare una modalità che al momento della firma definitiva, “impegni tutte le parti firmatarie ad applicare integralmente i contenuti dell’intesa”. In ogni caso, ha detto il Segretario Generale della CGIL, “continueremo l’iniziativa per cancellare l’articolo 8, proseguendo la mobilitazione anche per via giudiziaria, fino ad arrivare alla Corte Costituzionale”.
Dunque -
nonostante pochissime novità positive come
quelle relative alle tredicesime dei pubblici
dipendenti e alle feste civili - il giudizio
negativo della CGIL sull'intera manovra del
governo viene confermato. Non si tratta dunque
solo della cancellazione dell'articolo 8 sulla
contrattazione. “La manovra nel suo complesso
- ha ribadito oggi Susanna Camusso - non ha
cambiato segno, anzi ha aggravato i problemi.
E' una manovra ingiusta, depressiva e
irresponsabile. Una manovra che non guarda al
futuro e al lavoro e che continua a colpire i
soliti noti. E siamo anche – ha aggiunto -
nella situazione in cui all'approvazione della
Legge di Bilancio potrebbe sovrapporsi una
ulteriore manovra”. Camusso ha poi avvertito: “non ci fermeremo neppure dopo l'approvazione della manovra. E non ci fermeremo alla mobilitazione di piazza”. La CGIL, ha fatto sapere Il Segretario Generale “sta già preparando con i propri consulenti legali i ricorsi sui singoli punti della manovra, a cominciare dal contributo di solidarietà solo per i pubblici dipendenti”.
Sono molti i
punti della manovra, secondo la leader della
CGIL, “che rischiano l'eccezione di
incostituzionalità”. Tra quelli indicati oggi
dalla numero uno di Corso Italia, c'è il
contribuito di solidarietà
che è stato introdotto solo per i pubblici
dipendenti. “Una norma che introduce una
doppia discriminazione. Il nostro compito è
perciò anche quello di difendere le
professionalità pubbliche che si vogliono
colpire. Vogliamo portare questa norma alla
Corte Costituzionale”.
Un altro
ricorso legale sarà quello relativo alle norme
sul money transfer, alla
cosiddetta 'tassa sulle rimesse', ovvero il
trasferimento monetario all'estero che è stato
modificato dalla manovra in modo peggiorativo
verso i lavoratori immigrati che hanno bisogno
di mandare i soldi alle proprie famiglie. “Una
norma ispirata evidentemente dalla Lega - ha
spiegato Camusso - che ha come obiettivo
proprio i lavoratori immigrati presenti nel
nostro Paese. E ancora una volta si cerca una
strada per colpire irregolarità imposte dai
datori di lavoro”. Un altro punto di attacco della leader sindacale è stato quello relativo all'articolo 9 della manovra che prevede “la reintroduzione di veri e propri ghetti per le persone disabili e che in generale reintroduce nel nostro Paese discriminazioni profonde e incivili tra lavoratori 'normali' e lavoratori disabili”. Infine, sempre tra i capitoli dei ricorsi giudiziari contro la manovra dopo la sua approvazione c'è la battaglia più calda in questo momento: quella contro l'articolo 8 della manovra. “La CGIL chiede la cancellazione della norma dalla manovra” ha ribadito Camusso nel sottolineare che, nel caso dovesse essere confermata, “si aprirà la strada ai ricorsi giudiziari. La straordinaria riuscita dello sciopero generale è per la CGIL il punto di partenza di una mobilitazione contro la manovra che continuerà nei prossimi giorni e, per altro verso, anche nei prossimi mesi. E' l'indicazione emersa nel corso del dibattito al comitato direttivo della CGIL nazionale riunito oggi. L'intenzione del sindacato di Corso d'Italia è quella di proseguire con i presidi, in occasione del voto alla Camera sulla manovra la prossima settimana. La CGIL sosterrà la mobilitazione delle regioni e dei comuni contro i tagli in arrivo dalla correzione di bilancio.
Ma la
mobilitazione non si ferma con la conversione
in legge del decreto: sarà infatti intensa nei
tempi e calibrata sui territori così come sul
piano nazionale. Il centro che unirà le
diverse istanze saranno le contro
proposte principali della CGIL come
la tassa sulle grandi ricchezze e sui grandi
patrimoni, una lotta contro tutte le forme di
evasione e di sommerso e, come ha sottolineato
oggi il presidente della Repubblica, un
impegno pressante per la crescita che passi
attraverso un rilancio del lavoro e
dell'occupazione. Nei prossimi mesi, infatti, per dare continuità e visibilità alla mobilitazione della CGIL, ci saranno tre grandi appuntamenti. Si parte con la manifestazione nazionale dei lavoratori pubblici e quelli della conoscenza (scuola, università e ricerca), promossa dalle categorie della FLC e della FP, a Roma, sabato 15 ottobre. Una manifestazione che avrà al centro il contrasto all'accanimento contro i lavoratori pubblici così come emerge dalla manovra ma che sarà per la CGIL l'avvio della campagna per l'elezioni delle RSU, che si terranno tra il prossimo anno e che porteranno al voto oltre 3 milioni di lavoratori pubblici. Secondo appuntamento, che si terrà tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, è invece la manifestazione nazionale dello SPI CGIL contro gli effetti delle due manovre, quelle di luglio e quella in via di conversione, che gravano sui pensionati in termini di pesanti sacrifici prendendo di mira le pensioni, i servizi socio assistenziali e la sanità. Il terzo appuntamento sarà una grande manifestazione nazionale della CGIL che si terrà entro la fine dell’anno e che avrà al centro il tema del lavoro come unica alternativa contro la crisi e per la crescita. Un punto di arrivo di una mobilitazione forte, continua e visibile della CGIL.
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