“Un
governo e una maggioranza nemici delle donne perché per
costruire bilanciamenti ed accordi fra loro, la cosa più
facile è stata quella di rendere più presente il colpo
alle lavoratrici”. E' quanto afferma il Segretario
Confederale della CGIL, Vera Lamonica, in merito alle
novità in tema di pensioni contenute nel maxiemendamento
alla manovre che prevedono un anticipo al 2014
dell'innalzamento dell'età pensionabile anche delle donne
dei settori privati a 65 anni.
Per la dirigente sindacale risulta essere chiaro come “sia
un provvedimento che serve solo a 'fare cassa' e che nulla
ha a che fare con la presunta parità di condizioni tra
donne e uomini”. La parità, infatti, spiega Lamonica “non
comincia dalle pensioni: nel nostro paese - ricorda - la
percentuale delle donne occupate è pari al 46%, al
confronto della media europea che è del 60%, mentre i
salari di quelle occupate sono più bassi del 30%, a parità
di mansioni, di quelli degli uomini”.
Inoltre, Vera Lamonica fa sapere che l'età reale di
pensionamento delle donne è “già oggi più alta di quella
degli uomini” ed è per questo, spiega “che le lavoratrici
sono quasi esclusivamente titolari delle pensioni di
vecchiaia e ciò – prosegue - è dovuto al ritardato accesso
al mercato del lavoro, alla frantumazione della vita
lavorativa” che spesso è piena di buchi contributivi
dovuti al lavoro di cura che si scarica sulle spalle delle
donne. “Altro che parità di condizioni - conclude Lamonica
- ad iniquità si aggiunge iniquità".