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Pensioni: ecco punti fermi, dubbi e ipotesi
aperte
La maggioranza
sembra aver fatto dietrofront sul blitz d'agosto sulle
pensioni di anzianità, almeno per quanto riguarda servizio
militare e laurea. A questo punto però quali sono i punti
fermi sulle pensioni introdotti dalle due manovre, quella di
luglio (decreto legge 98 convertito dalla legge 111) e quella
di Ferragosto (decreto legge 138)? Quali quelli cancellati e
in discussione?
PROVVEDIMENTI CERTI
Sono quelli della manovra di luglio, convertita dalla legge
111 del 15 luglio 2011. I principali sono:
Perequazione automatica
Viene introdotto un meccanismo di
limitazione crescente della
perequazione, cioè dell'adeguamento delle pensioni al
costo della vita. La limitazione non tocca le pensioni che
arrivano fino a 1.428 euro, mentre viene riconosciuto solo il
70% della rivalutazione alle pensioni della fascia intermedia.
Oltre i 2.300 euro viene confermato il blocco totale della
perequazione. Dal 1° gennaio 2014, salvo ulteriori interventi
futuri, riprenderà la disciplina ordinaria, senza alcun
diritto di recuperare gli importi bloccati nel biennio
2012-2013.
Speranza di vita
Il sistema introdotto dalla manovra d'estate dello scorso anno
(legge 122/2010) garantisce un adeguamento permanente dei
requisiti pensionistici: ogni tre anni l'Istat certifica le
speranze di vita e, se queste crescono, automaticamente
crescono i requisiti anagrafici per le pensioni di vecchiaia e
di anzianità. Questo sistema doveva entrare in vigore nel
2015, la "manovra di luglio" lo ha anticipato al 1° gennaio
2013. Da tale data, quindi, si verificherà una crescita
secca di 3 mesi dei requisiti anagrafici di tutte le pensioni,
di vecchiaia e di anzianità, e con cadenza triennale tali
requisiti potranno ancora crescere.
Contributo di solidarietà
È una trattenuta secca che si applica sulle pensioni
più alte. Sono previsti tre scaglioni: fino a 90 mila euro
lordi di pensione, non si applica alcuna trattenuta. Per lo
scaglione di pensione compreso tra 90 mila e 150 mila euro
lordi, si applica una trattenuta del 5%; per lo scaglione
successivo, la trattenuta cresce al 10%.
Quarant'anni di contributi
È una novità che riguarda i soggetti che vanno in pensione con
40 anni di contributi, e quindi non sono soggetti ad alcun
requisito anagrafico. Per queste persone si introducono
delle mini finestre che avranno l'effetto di ritardare il
godimento della pensione (che fino a ieri non era soggetto a
limiti). Per chi matura i requisiti nel 2012, la pensione
slitta di un mese; i mesi salgono a due per chi matura il
diritto nel 2013, e arrivano a tre per le pensioni maturate a
partire dal 1° gennaio 2014. È escluso dalle regole chi matura
la pensione entro il 31 dicembre 2011, oltre a un gruppo
predefinito di 5mila persone, da selezionare tra quelle che
matureranno il diritto dopo tale data e che abbiano
determinate caratteristiche (lavoratori in mobilità, titolari
di prestazioni a carico dei fondi di solidarietà).
Pensione di vecchiaia delle donne
Dal 1° gennaio 2020, inizieranno a crescere i mini scalini
che nel 2032 porteranno l'anzianità anagrafica minima
delle lavoratrici del settore privato a 65 anni (più i mesi
aggiuntivi dovuti alla speranza di vita). Dal 2020 il
requisito anagrafico di 60 anni per l'accesso alla pensione di
vecchiaia sarà incrementato di un mese. Dal 1° gennaio 2021 di
ulteriori due mesi; dal 2022 di ulteriori 3 mesi, dal 2023 di
ulteriori quattro mesi; dal 2024 di ulteriori cinque mesi e
così via.
PROVVEDIMENTI CANCELLATI
È saltata
la stretta sulle pensioni di anzianità, che escludeva il
servizio militare e gli anni di studi universitari dal calcolo
dei 40 anni di contribuzione (contenuta nell'accordo di
maggioranza sulla manovra di Ferragosto), misura a forte
rischio di contenzioso.
PROVVEDIMENTI POSSIBILI
È possibile che venga anticipato al 2012 l'ultimo scalino
relativo alle pensioni di anzianità, che attualmente è
previsto per il 2013: i lavoratori dipendenti, per lasciare
anticipatamente il lavoro - sommando età anagrafica e
anzianità contributiva - devono raggiungere
quota 97, con il vincolo di avere compiuto almeno 61 anni; i
lavoratori autonomi, per lasciare anticipatamente il lavoro,
devono invece raggiungere quota 98, con il vincolo di avere
compiuto almeno 62
anni di età. Potrebbe anche arrivare uno scalone che prevede
"quota 100" nel 2015.
Non è poi escluso che venga anticipato al 2013 o
addirittura al 2012 l'avvio del meccanismo di innalzamento
dell'età pensionabile delle lavoratrici private (nel 2012 alle
lavoratrici del pubblico impiego si applicherà il requisito
dei 65 anni).
31-8-2011 Sole24ore |