|
Antonio Sciotto
L'ultima maialata di Calderoli
Il ministro che porta i maiali a calpestare i terreni destinati
alle moschee, ne ha pensata un'altra delle sue: accanirsi sulle
vedove, gli anziani non autosufficienti e i disabili. Alla faccia
dell'anima social della Lega, quella che avrebbe dovuto difendere le
pensioni a spada tratta, e alla faccia anche della platea davanti alla
quale si è esibito (i «cattolicissimi» di Cl), Roberto Calderoli ha
lanciato l'ultima boutade estiva dall'alto dei suoi bermuda agostani:
«Tagliamo le pensioni a chi non ha mai lavorato», cominciando da
«quelle di reversibilità eccessivamente alte e da quelle di
accompagnamento non legate oggi a limiti di reddito». Certo, l'erogare
pensioni di genere assistenziale guardando ai redditi è sempre cosa
giusta (si può anche evitare di darle ai ricchi), ma comunque
all'opposizione questa uscita di Calderoli non è piaciuta, dato che
già da diversi giorni il Pd mette in guardia sul rischio che la
manovra vada appunto a tagliare (tutti) gli assegni di reversibilità,
di accompagnamento e agli invalidi civili.
La «battuta» del ministro è di due giorni fa, e ieri si è aperto
dunque il coro delle proteste, soprattutto da parte del Pd. Per
Stefano Fassina, della segreteria di Bersani, «pur di non far pagare i
grandi evasori fiscali condonati a prezzi stracciati, Pdl e Lega
programmano di tagliare le pensioni delle vedove». «Merkel e Cameron -
prosegue Fassina - condonano i capitali evasi e portati all'estero, ma
fanno pagare dal 19 al 34%. La Lega fa finta di difendere i
lavoratori, ma fa da reggicoda a Berlusconi e Tremonti. Continua a
difendere i grandi evasori che in Italia hanno condonato al 5%,
approva i tagli agli asili nido, alle mense scolastiche, ai servizi
alla famiglia e agli anziani, al trasporto pubblico locale, e spinge
Regioni, Province e Comuni ad aumenti regressivi di tasse e tariffe
sui soliti noti».
No anche da Rosi Bindi, Anna Finocchiaro e Cesare Damiano. «Si sapeva
che questo è un governo nemico delle donne - dice Bindi - Le parole
sprezzanti del ministro Calderoli su chi non ha mai lavorato e
percepisce una pensione di reversibilità ce lo confermano in modo
brutale. A percepire questi assegni sono infatti prevalentemente
vedove, donne che hanno passato una vita a lavorare per la famiglia,
prendendosi cura dei figli, assicurando aiuto materiale,
assistenziale, educativo che ha prodotto una ricchezza anche economica
per il paese senza che venisse mai riconosciuta o quantificata».
«La Lega - aggiunge Cesare Damiano -da finto difensore delle pensioni,
dopo aver digerito l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne
anche nei settori privati, l'aggancio all'aspettativa di vita e il
prolungamento di un anno pure per chi ha maturato i 40 anni di
contributi, ora propone di diminuire gli assegni di reversibilità. Un
attacco vergognoso a persone anziane, vedove e vedovi, che
rappresentano l'anello debole della catena sociale». «Questa proposta
di Calderoli - commenta la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro - è
semplicemente irricevibile: sottintende una concezione inaccettabile
della pensione, ridotta a una sorta di elemosina e carità».
Le categorie prese di mira sono tre, composte da 7,2 milioni di
persone, e costano allo Stato (a erogare gli assegni è l'Inps) 44,8
miliardi l'anno: 1) la prima categoria è formata dagli invalidi
civili, un milione circa di persone che percepiscono una pensione di
260 euro mensili (dunque già molto bassa), per un costo totale annuale
di 3,8 miliardi di euro; per accedere all'assegno sono necessari anche
requisiti di reddito 2) ci sono poi i percettori di indennità di
accompagnamento, erogata senza necessità di requisiti di reddito
(quindi anche chi è molto ricco può ricevere l'assegno): si tratta di
persone invalide al 100%, impossibilitate a camminare e insomma a
compiere da sè gesti necessari alla vita quotidiana (sono i cosiddetti
«non autosufficienti»); i beneficiari sono in tutto 1,7 milioni,
percepiscono 487 euro al mese, per un costo totale per lo Stato di 13
miliardi annui; 3) infine, ci sono le vedove (e i vedovi), che
percepiscono parte dell'assegno di pensione che era del coniuge (in
genere il 60% di quello originario, ma sale fino al 100% in caso di
figli a carico): sono 4,5 milioni di persone, la pensione media è di
600 euro al mese, e il costo per lo Stato è di 28 miliardi di euro
annui; gli assegni di reversibilità sono ulteriormente decurtati (dal
25% al 50%) nei casi in cui il beneficiario superi certe soglie di
reddito.
La deputata Pd Margherita Miotto aveva già lanciato l'allarme una
decina di giorni fa: la manovra vuole reperire ben 24 miliardi
tagliando pesantemente questo tipo di pensioni già dal 2012. E certo
le parole del ministro Calderoli non rasserenano sulle intenzioni
|