Disabilità: nota sulla manovra economica

 

23/08/2011  | dal sito www.cgil.it

La Manovra-bis, approvata dal Consiglio dei Ministri il 12 agosto e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo (Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138), come già denunciato dal nostro Segretario Generale, Susanna Camusso, è da considerarsi una manovra iniqua ed ingiusta. La stessa contiene una norma gravissima e penalizzante nei confronti delle politiche per le disabilità, continuando lo smantellamento della legge 68/99 da parte del Ministro Sacconi. A tal proposito, nella lettera aperta inviata a CISL e UIL Susanna Camusso chiede di affrontare la questione del collocamento obbligatorio, anzi, chiedendo la soppressione dell'art. 5.
Proseguendo quanto sopra, con la formulazione dell’art.5, il Governo, ancora una volta,   rende inefficiente il collocamento dei disabili (legge 68/99), attraverso modifiche  che rendono inapplicabili i controlli sulla corretta applicazione della norma. Riepilogando:

  • Con le nuove norme sulla semplificazione amministrativa, si è modificato l’art. 17 (certificato di ottemperanza), ovvero, le aziende non sono più obbligate a richiedere all’ufficio di collocamento provinciale il certificato di ottemperanza, secondo la legge 68/99, certificazione necessaria per poter partecipare a gare o appalti pubblici , ma l'ottemperanza della legge viene affidata all’Ente che emana il bando (che naturalmente dovrebbe richiedere il  certificato all’ufficio provinciale!!! Chi controlla che questo avvenga??? Non mi risulta che ci siano verifiche in merito)...

  • Inoltre, è stata modificato l’articolo di legge che obbligava le imprese a presentare annualmente all’ufficio provinciale del lavoro la situazione occupazionale ed il numero dei disabili presenti in azienda entro il 31 marzo di ciascun anno. Questa norma è stata modificata, sollevando dall’obbligo le aziende dalla denuncia annuale qualora la situazione dell’organico fosse rimasta la stessa. Anche in questo caso l’ispettore del lavoro dovrebbe verificare l’esattezza della situazione occupazionale, ma poiché, sia per la disabilità così come per altri settori, il numero degli ispettori è insufficiente, nessuno controlla, ed il numero delle evasioni della legge accertate sono approssimative. A dimostrazione di ciò basta leggere la V Relazione al Parlamento sull'attuazione della legge 68/99 per verificare l'autenticità delle nostre osservazioni, viste le scarse multe elevate dagli ispettori in tutta Italia (vedi Lombardia).

  • Con la Finanziaria-bis, da oggi in discussione, con l'art. 9 si propone di abrogare ulteriori controlli sull'applicazione della legge, modificando la norma sulle compensazioni territoriali.

Attualmente le compensazioni territoriali sono autorizzate dall’ufficio provinciale, art. 5 comma 8 della legge 68/99 “I datori di lavoro, pubblici e privati, possono essere autorizzati, su loro motivata richiesta, ad assumere in un'unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione. Per i datori di lavoro privati la compensazione può essere operata in riferimento ad unità produttive ubicate in regioni diverse”. La Finanziaria elimina le autorizzazioni degli uffici provinciali, consentendo alle imprese, pubbliche e private, di agire autonomamente, comunicando telematicamente l'ottemperanza della legge agli enti competenti. Inoltre, questa facoltà viene estesa a tulle le aziende facenti capo ad una unica società anche se operanti in regioni e comuni diversi. Così si complica ulteriormente la possibilità di verificare il rispetto della norma, in quanto diventa complicato cercare di avere una mappatura completa delle quote partecipate di tutte le società, quindi, di fatto, permettendo una massiccia elusione della legge. Ma, a nostro parere, fatto ancor più grave, si rischia di ritornare a vedere i “reparto confino”, luoghi di segregazione delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità e con delle politiche di occupazione per il lavoro che potrebbero penalizzare territori poveri e con alte percentuali di disoccupazione di persone con disabilità. Per quanto detto, la CGIL sta mettendo a punto delle iniziative per la soppressione dell'art. 9 e di cui vi daremo comunicazione al più presto.