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Licenziamenti più faciliSole24ore 10-08-2011 ROMA. Licenziamenti più facili e maggior spazio alla contrattazione aziendale. Sono le due direzioni di marcia delle misure che saranno annunciate oggi dal ministro del Lavoro e Politiche sociali Maurizio Sacconi alle parti sociali. Nei decreti legislativi dello Statuto dei lavori verrà individuato un nucleo di diritti universali e indisponibili. Tutte le altre tutele - tra queste, la disciplina sui
licenziamenti - saranno nella disponibilità delle parti
sociali che potranno decidere attraverso la contrattazione: il
caso tipico è quello dello start-up di un imprenditore del Sud
che chiede per un certo numero di anni la non applicazione
dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Inoltre il
ministro intende potenziare il ruolo della contrattazione
aziendale, attraverso i contratti di 'prossimità', alternativi
rispetto ai contratti nazionali, sul modello di quanto fatto
con le intese separate per la Fiat di Pomigliano e di
Mirafiori. Come già detto, è prevista l'identificazione di un nucleo
di diritti universali e indisponibili - di rilevanza
costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea - da applicare ai rapporti di
lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto in regime
di sostanziale monocommittenza. La parte rimanente di tutele
potrà essere modulata dalle parti sociali con la
contrattazione collettiva «valorizzando il ruolo e le funzioni
degli organismi bilaterali». Si terrà conto dell'andamento
economico dell'impresa, del territorio o del settore di
riferimento. Con un riguardo particolare per le crisi
aziendali e occupazionali, l'avvio di nuove attività, la
realizzazione di significativi investimenti e gli obiettivi di
incremento della competitività e di emersione del lavoro nero
e irregolare. È prevista anche l'estensione degli
ammortizzatori sociali mediante contribuzioni corrispondenti
alle prestazioni, senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica.
Con il secondo intervento il ministro Sacconi intende,
invece, consolidare gli effetti dell contrattazione aziendale,
dando forza di legge alle novità contenute nell'accordo
interconfederale firmato unitariamente dalle parti sociali lo
scorso 28 giugno. L'intesa prevede l'efficacia erga omnes dei
contratti aziendali, vincolanti per tutte le sigle firmatarie,
se approvati dalla maggioranza delle rappresentanze sindacali.
Inoltre i contratti aziendali per aderire alle esigenze di
specifici contesti produttivi, possono modificare la
disciplina del contratto nazionale sulla prestazione
lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro, avendo
efficacia per tutti, in situazioni di crisi, di investimenti
significativi per lo sviluppo economico-occupazionale. Tuttavia il piano del ministro Sacconi si scontra con
l'ostilità del sindacato che, come ha detto il leader della
Cisl, Raffaele Bonanni, non vuole «interferenze della politica
su un terreno che è proprio delle parti sociali», soprattutto
dopo che è stato raggiunto un accordo unitario lo scorso 28
giugno. Sull'articolo 18 Bonanni rileva che «non c'è richiesta
da parte di nessuno tra le parti sociali». Ancora più dura la Cgil, ostile a qualsiasi intervento che contempli il superamento dell'articolo 18 dello Statuto del 1970. «Il ministro punta a manomettere lo Statuto dei lavoratori ‐ sostiene il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ‐, sulla scia dell'emergenza cerca di fare quello che non è riuscito a fare a novembre per la nostra opposizione. Intende anche appropriarsi di un accordo trasferendolo in legge, cambiandone il senso. Tutto ciò è inaccettabile».
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