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Documento delle
Parti Sociali inaccettabile. La CGIL sospenda gli incontri e
convochi gli Organismi Dirigenti
Dichiarazione di Gianni Rinaldini,coordinatore
nazionale La CGIL che Vogliamo
Il documento
presentato dalle Parti Sociali al Governo è inaccettabile.
Così come è inaudito che la Marcegaglia possa presentare
delle proposte anche a nome e per conto delle Organizzazioni
Sindacali:un’ umiliazione della CGIL e un affronto alle
lotte, agli scioperi ai sacrifici delle lavoratrici e dei
lavoratori che hanno creduto nella CGIL.
Il pareggio di bilancio come obbligo Costituzionale in
questo quadro europeo fondato sui vincoli monetari è una
follia, in quanto contribuisce a determinare il massacro
sociale nei confronti delle persone che noi dovremmo
rappresentare.
Privatizzazioni, liberalizzazioni,modernizzazione del
welfare, la Cassa Integrazione nel settore Pubblico e quindi
l'accettazione del blocco dei Contratti Nazionali vogliono
dire secca riduzione dei servizi e dell'universalità dei
diritti.
Rendere strutturale la detassazione e la decontribuzione
dei premi di risultato aziendali senza nulla dire sulla
tassazione del lavoro dipendente e degli aumenti retributivi
dei Contratti Nazionali che costituiscono la condizione
minima per tutti i lavoratori, esprime una idea, una
esplicita volontà punitiva sui più deboli, sul Contratto
Nazionale, sulle fasce più povere della popolazione.
Parlare di oppressione fiscale sui contribuenti è
semplicemente offensivo verso lavoratori dipendenti e
pensionati che le tasse le hanno sempre pagate.
La CGIL mai, nella sua lunga storia, si è sognata di
sottoscrivere un documento nel quale non fosse visibile e
riconosciuta la valorizzazione della qualità e della dignità
del lavoro, come asse fondante e decisivo per uscire dalla
crisi e costruire le condizioni della ripresa economica,
produttiva e sociale.
Al contrario, nel documento si fa esplicito riferimento
alla modernizzazione delle relazioni sindacali che non può
che voler dire contrazione dei diritti del lavoro, riduzione
del valore del Contratto nazionale come strumento universale
di garanzia per tutti, cancellazione del diritto di
sciopero.
La tesi di Governo, Associazioni datoriali,grandi manager
di grandi gruppi, che all’origine della crisi della nostra
economia ci sia la scarsa produttività del nostro lavoro
pubblico e privato e che quindi la soluzione sia la
riduzione dei suoi costi ha vinto a mani basse , per assenza
di forti, convinte e coerenti posizioni di contrasto.
Si conferma anche in questo caso dopo l'accordo del 28
giugno, una gestione della CGIL come se fosse proprietà di 2
o 3 dirigenti, fuori e dentro la Segreteria, senza alcun
coinvolgimento ed alcun mandato da parte
dell'Organizzazione.
Chiediamo pertanto la sospensione da parte della CGIL
degli incontri previsti nelle prossime settimane e la
convocazione degli Organismi dirigenti.
Dirigere in questo modo l'Organizzazione vuole dire
mutarne geneticamente le sue caratteristiche democratiche.
Venerdì 5 agosto 2011 |