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I contorti ragionamenti della Camusso ............
E' utile leggere l'intervista della Camusso al fatto quotidiano perchè, difendendo l'accordo, la segretaria Cgil dimostra tutti gli elementi di neocorporativismo che questo contiene.
(quelli iscritti) dato un mandato di rappresentanza a prescindere ad una organizzazione, ed avendo votato delegati proposti da liste di organizzazione, dando a questi il diritto a rappresentarli. Sostanzialmente la Camusso vanta un primato dell'organizzazione sui lavoratori. Infatti dice che "La Cgil è una organizzazione e non un movimento" In ciò sbagliando notevolente. La Cgil è un movimento per forza di cose. Per il fatto stesso che tratta le condizioni contrattuali di tutti i lavoratori (non solo degli iscritti) un sindacato non può presumere di rappresentare tutti a prescindere senza averne ottenuto di volta in volta il mandato. Decidere di considerare superiore il diritto di organizzazione, oltre l'area di chi è iscritto, a tutti i lavoratori presuppone una bella presunzione ed una autoreferenzialità pazzesca. Lo stesso statuto della Cgil promuove "un percorso di emancipazione e partecipazione di tutti i lavoratori" .... e se a tutti i lavoratori si rivolge a tutti deve rendere conto, a tutti deve dare diritto di partecipazione alla discussione sulle piattaforme e sugli accordi. Di fatto la Camusso scinde l'interesse di organizzazione dall'interesse generale del mondo del lavoro, e pone il punto di vista dell'organizzazione come unico, prioritario, dovuto a cui tutti (anche i non iscritti, anche chi tra gli iscritti si pone in disaccordo) devono subordinarsi. Il primato dell'organizzazione sui lavoratori non è nuovo nell'esperienza storica, basti pensare al "Patto per il lavoro" di palazzo Vidoni del 1925, il patto che adeguo' anche le organizzazioni sindacali al corporativismo fascista. Comunque questo passaggio della Camusso sulla sua idea di democrazia, dimostra sufficientemente come lei stessa consideri ormai superata la fase del sindacalismo democratico e partecipativo, quello dei Consigli di fabbrica, delle assemblee, del voto dei lavoratori che proprio negli anni '60 liquidò quel che restava del corporativismo sindacale sopravvissuto per diversi anni ancora nel dopoguerra.
i lavoratori possano scioperare solo se una organizzazione proclama lo sciopero. Praticamente si può scioperare solo se lo decide la Camusso o chi per lei. Certo, i singoli lavoratori non perdono il diritto di scioperare (previsto dalla costituzione) ma ve lo vedete un lavoratore scioperare con contro anche i sindacati ??? Comunque la Camusso afferma che il diritto della Cgil a proclamare mobilitazioni è salvo, ma il diritto dei lavoratori a non riconoscersi in un accordo ed a lottare per cambiarlo, quello no.
8-7-2011 COORDINAMENTO RSU
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