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Pomigliano e Mirafiori i nodi per il sì del Lingottodi Nicoletta Picchio 30-6-2011 Sole24ore ROMA. Un accordo che è un passo avanti positivo, con la firma
unitaria dei tre sindacati Cgil, Cisl, Uil e Confindustria,
l'estensione erga omnes dei contratti, il via libera alle intese
modificative per gli accordi aziendali. Nella giornata di ieri i
vertici della Fiat, John Elkann e Sergio Marchionne compresi, e i
professionisti esperti di diritto del lavoro hanno studiato il
testo dell'accordo sulla rappresentanza ed erga omnes dei
contratti aziendali per capire se l'intesa sarà sufficiente a
garantire del tutto l'applicazione degli accordi di Pomigliano,
Mirafiori e Grugliasco. Il Lingotto si trova a fare i conti con la Fiom di Maurizio Landini, che non ha firmato le intese con la Fiat e ieri ha bocciato il protocollo firmato martedì sera dalle confederazioni, e che ha portato la Fiat in tribunale contro la scelta di costituire le newco per Pomigliano e Mirafiori (il 16 luglio ci sarà la seconda udienza a Torino e potrebbe essere quella definitiva). Una strada, quella delle newco, imboccata per garantire quanto
più possibile la governabilità degli stabilimenti e che ha
comportato la non iscrizione a Confindustria. E l'ad del gruppo,
Sergio Marchionne, aveva anche ipotizzato, nelle scorse settimane,
di disdire l'adesione di tutto il gruppo dalla Confederazione,
proprio per avere le condizioni di governabilità e operatività per
mandare avanti gli investimenti. Il protocollo dell'altro ieri, ha spiegato subito dopo la sigla
la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, definendo la
validità erga omnes dei contratti firmati dalla maggioranza dei
sindacati e introducendo le clausole di tregua sindacale, va
«nella direzione richiesta dalla Fiat». Introduce una rete di
tutele e di regole, condivise unitariamente, che fino ad oggi il
settore privato non ha mai avuto (il Pubblico impiego invece ha da
molti anni una legge). Nelle prime fasi della trattativa non si era escluso che, dopo
l'accordo interconfederale, ci fosse potuto essere un possibile
recepimento per legge, per lo meno sull'erga omnes, per renderlo
più cogente. L'ipotesi però è stata messa da parte, per
sottolineare l'autonomia e il ruolo delle parti sociali. Una
soluzione che invece sarebbe piaciuta al Lingotto, che la
considera una strada inequivocabile per bloccare i ricorsi e i no
dei metalmeccanici Cgil. Per ora, la legge non è sul tavolo, come
emerge dalle dichiarazioni del giorno dopo dei sindacati. Ma non è
nemmeno detto che, se dovesse emergere una necessità di maggior
tenuta dell'intesa, non se ne possa riparlare in un successivo
momento, sempre su richiesta delle parti sociali al governo. La sigla dell'accordo non è stata facile per la numero uno
Cgil, Susanna Camusso, che deve fare i conti con le resistenze
della Fiom. E sono rimbalzate immediatamente a Torino le parole
che la numero uno della confederazione ha pronunciato ieri, nella
conferenza stampa, riguardo alle intese Fiat: e cioè che la casa
automobilistica torinese non è coperta dall'accordo (non c'è
retroattività, ha spiegato, e non si possono fare intese
separate). Oggi dal Lingotto potrebbe arrivare una posizione ufficiale,
dopo l'analisi del testo, e forse anche qualche indicazione se
venga ancora ritenuta necessaria una eventuale uscita del gruppo
dalla Confindustria.
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