Dal vertice Cgil via libera a Camusso per un accordo

ROMA - 28-6-2011    Sole24ore


Susanna Camusso ha ottenuto il mandato dal parlamentino della Cgil a continuare la trattativa e, se ci sono le condizioni, a concludere l'accordo.
La decisione presa in virtù dell'«ampio consenso emerso dal direttivo» di Corso d'Italia ieri dopo quasi 7 ore di dibattito – con l'opposizione della minoranza interna riunita intorno alla Fiom – giunge alla vigilia del tavolo odierno con Confindustria, Cisl e Uil spianando la strada ad un possibile accordo sulla definizione delle regole sulla rappresentanza sindacale e sull'esigibilità delle intese. Il segretario generale della Cgil ha valutato «positivamente» l'andamento del confronto, riferendosi «allo schema proposto da Confindustria» che «conferma i due livelli contrattuali, non prevedendo l'alternatività tra contratto nazionale e contratto di secondo livello». Camusso ha anche sottolineato come un eventuale accordo possa rappresentare «una prima occasione per mettere al riparo la contrattazione dai danni prodotti dall'intesa separata del 22 gennaio 2009», per «superare la fase priva di regole».
Nel sollecitare il mandato a proseguire e «se ci saranno le condizioni, a chiudere l'accordo», Camusso ha ricordato che esistono ancora due nodi da sciogliere al tavolo, su cui le diplomazie di sindacati e Confindustria sono al lavoro. Il primo nodo riguarda come gestire la fase transitoria fino ai nuovi rinnovi, il secondo come regolare il tema della democrazia, poiché «le soluzioni da trovare per la misurazione della rappresentanza e della rappresentatività sono un tema imporante ma non risolutivo».
Critiche sono state espresse dalla minoranza interna – sulla carta ha il 17% dei consensi – che si è coagulata intorno alle tute blu di Maurizio Landini (esclusa la minoranza riformista di Fausto Durante che sostiene la linea della Camusso), al presidente del comitato centrale della Fiom e leader della Rete 28 aprile, Giorgio Cremaschi, e all'ex numero uno della Fiom Gianni Rinaldini.
Mentre a favore del mandato si sono espresse le altre categorie, per voce dei segretari generali dei bancari (Fisac) Agostino Megale, degli edili (Fillea) Walter Schiavella, del pubblico impiego (Fp) Rossana Dettori, del sindacato delle comunicazioni (Slc) Emilio Miceli. «In queste ore ci giochiamo una parte importante del futuro del paese», ha detto Schiavella sottolineando che «in una stagione non positiva come questa è necessaria non dico una visione comune dei sindacati ma almeno l'accordo sui fondamentali delle relazioni industriali», con «l'auspicio che anche come Cgil riusciremo oggi ad arrivare a una posizione unitaria». In direzione dell'intesa, peraltro, un assist è arrivato dai chimici con l'accordo sulle nuove relazioni industriali che vede la Filtcem-Cgil muoversi insieme a Femca-Cisl, Uilcem-Uil per «il sostegno e il rilancio della competitività e dell'occupazione» insieme a Federchinica e Farmindustria.
Sul versante della minoranza interna, invece, il segretario generale della Fiom si è detto contrario a dare un mandato «a scatola chiusa» per un accordo gestito con «troppa fretta», che andrebbe «contro la volontá di democrazia che sta emergendo nelle fabbriche e nello scenario politico», poiché «decide di acconsentire alle Rsa che non vengono elette dai lavoratori ma nominate». Il riferimento è all'ipotesi su cui si sta lavorando al tavolo con Confindustria di prevedere vincolanti le intese che hanno la maggioranza dei consensi tra le Rsu (elette da tutti i lavoratori) o le Rsa (designate dal sindacato) – a seconda dei sistemi di rappresentanza vigenti nell'impresa – e che in quest'ultimo caso prevederebbe anche il ricorso al referendum. «Io sono abituato a vedere i testi - ha aggiunto Landini –. Illustrare linee generali non basta quando, in un accordo, anche spostare una virgola ha il suo peso».
Ma soprattutto l'intesa, secondo Landini, «di fatto ipotecherebbe, pesantemente, per la Fiom, una possibile vittoria al processo contro la Fiat e l'accordo separato su Pomigliano, in calendario il 16 luglio a Torino». Prima di questa data, per l'esattezza l'11 luglio, è stato fissato il nuovo direttivo della Cgil.