Alla vigilia del nuovo round
su contratti e rappresentanza previsto per domani tra
Confindustria e i sindacati, la numero uno della Cgil,
Susanna
Camusso ha chiesto al direttivo di Corso Italia «un
mandato a proseguire il confronto e, nel caso ci fossero le
condizioni,
a chiudere l'accordo». La riunione del direttivo va avanti
già da oltre quattro ore e mezza e sono ancora molti gli
interventi previsti, ma la Camusso punta a raccogliere il via
libera a proseguire la trattativa.
Fiom
contraria: nessuna urgenza di concludere la trattativa
Una richiesta, la sua, che si è però scontrata con il no della
Fiom. Il leader delle tute blu,
Maurizio Landini, ha detto infatti di non essere
d'accordo alla chiusura del tavolo e di «non capire l'urgenza
di un accordo» in questo momento. Sulla stessa linea Giorgio
Cremaschi: «Dico no all'accordo
con la Confindustria su cui Camusso chiede il mandato
perché cancella il voto dei lavoratori, apre alle Rsa, alle
deroghe e alla limitazione del diritto di sciopero e perché è
un grave errore in questa situazione politico-sociale tornare
all'unità tra Cgil, Cisl e Uil. Con l'accordo si viene
incontro a quasi tutte le richieste della Fiat».
Landini:
accordo contrario alla battaglia per la democrazia fatta nelle
fabbriche
Secondo Landini l'accordo sarebbe stato gestito con «troppa
fretta» e andrebbe «contro la volontà di democrazia che sta
emergendo nelle fabbriche e dallo scenario politico».
Illustrare linee generali, ha spiegato Landini, «non basta
quando, in un accordo, anche spostare una virgola ha il suo
peso». Il numero uno della Fiom ha criticato soprattutto il
"doppio regime" previsto dall'accordo per la validazione di un
contratto nel caso che ad approvarlo siano Rsu o Rsa. «Dopo la
battaglia per la democrazia fatta nelle fabbriche e il nuovo
scenario politico che ci parla di una nuova volontà di
partecipazione nel paese il sindacato decide di acconsentire
alle Rsa che non vengono elette dai lavoratori ma nominate.
C'è un gap di
democrazia».
Per le
tute blu l'intesa ipoteca la vittoria nel ricorso contro Fiat
Landini ha quindi rimarcato non solo «la fretta con cui si
vorrebbe chiudere l'intesa» che di fatto ipotecherebbe,
pesantemente, per la Fiom, una possibile vittoria al processo
contro la Fiat e l'accordo separato su Pomigliano, in
calendario il 16 luglio a Torino, ma anche la differenza con
altri accordi storici firmati con la partecipazione delle
categorie alle ecisioni finali, non contro.