CONFINDUSTRIA

Camusso chiede mandato a chiudere trattativa
'No' di Fiom: "Nessuna urgenza d'accordo"

Alla vigilia del tavolo con Confindustria, Cisl e Uil, la Cgil ha riunito il suo parlamentino per discutere sulla trattativa relativa alla certificazione degli iscritti e alla validità degli accordi aziendali. Contrario Cremaschi: "Mandato cancella voto dei lavoratori"

ROMA - È di nuovo tensione all'interno dei sindacati per la chiusura della contrattazione con Confindustria su rappresentanza ed esigibilità dei contratti. Oggi Il segretario della Cgil, Susanna Camusso ha chiesto al comitato direttivo il "mandato a continuare la trattativa e, se ci sono le condizioni, a chiudere". Alla vigilia del tavolo con Confindustria 1, Cisl e Uil, la Cgil ha riunito il suo parlamentino per fare il punto sulla trattativa relativa a certificazione degli iscritti e validità degli accordi aziendali. Ma la posizione della Camusso ha trovato il 'no' della Fiom: è questa, secondo quanto si apprende, la posizione delle tute blu della Cgil, espressa nel corso del direttivo della confederazione di Corso Italia. Il leader della Fiom ha detto di non essere d'accordo alla chiusura del tavolo e di "non capire l'urgenza di un accordo" in questo momento. Sulla stessa linea Giorgio Cremaschi: "Dico no all'accordo con la Confindustria su cui Camusso chiede il mandato perché cancella il voto dei lavoratori, apre alle Rsa, alle deroghe e alla limitazione del diritto di sciopero e perché è un grave errore in questa situazione politico-sociale tornare all'unità tra Cgil, Cisl e Uil". Dal canto suo la Fiat ''auspica'' che domani si possa raggiungere un accordo tra Confindustria e sindacati.

La posizione di Cgil. Camusso,

A quanto si è appreso, non ha citato l'appuntamento di domani come risolutivo per la firma, ma a molti è sembrato implicito. Camusso avrebbe comunque dato un giudizio positivo del confronto, pur segnalando che ci sono ancora nodi da sciogliere, tra cui quello di come gestire la fase transitoria fino ai nuovi rinnovi e di come regolare il tema della democrazia. La Cgil chiede che sia garantita la necessità di far esprimere i lavoratori, in particolare di fronte ad accordi su cui ci fosse un dissidio tra i sindacati. Al centro del dibattito del parlamentino le nuove regole sulla certificazione, che, nella ipotesi allo studio partono dall'accordo del 2008. Si tratta di un mix tra tesserati (rilevati dall'Inps) e voti ottenuti dai sindacati durante le elezioni delle Rsu, con il Cnel nel ruolo di certificatore finale. Il modello quindi in vigore nel settore pubblico.

Il 'no' di Fiom. Nessuna fretta per la Fiom a chiudere la trattativa tra Confindustria-sindacati. "Non c'è urgenza di chiudere", ha detto il segretario della Fiom, Maurizio Landini e un no all'accordo arriva anche da  Giorgio Cremaschi: "Con l'accordo si viene incontro a quasi tutte le richieste della Fiat".

(27 giugno 2011) - Repubblica