La Uil ha formalizzato la disdetta del protocollo del '93, che
il segretario generale Luigi Angeletti aveva preannunciato
come strada per "una accelerazione" del confronto sul tema
della rappresentanza. Passaggio che la leader della Cgil
Susanna Camusso nei giorni scorsi ha preventivamente bollato
come "un errore totale".
E' il terreno di scontro oggi al centro delle relazioni
sindacali. Un tema acceso dal caso Fiat, sul quale anche
Confindustria accelera, con la presidente Emma Marcegaglia che
ha annunciato una lettera ai sindacati per invitarli a
"discutere insieme una proposta sulla rappresentanza e
sull'esigibilità dei contratti", con "un incontro da tenere
questa settimana o all'inizio della prossima".
Scenario su cui pesano i fronti aperti con il Lingotto: il
confronto con Confindustria, con la possibile uscita di Fiat
dal sistema di viale dell'Astronomia; e quello con la Fiom,
che sabato prossimo arriverà in Tribunale a Torino per la
prima udienza dopo il ricorso del sindacato contro l'intesa
apri-pista siglata lo scorso giugno per lo stabilimento di
Pomigliano d'Arco con le altre organizzazioni dei
metalmeccanici. E' "auspicabile", per il ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi, una "intesa tra le parti sociali per lo
sviluppo di relazioni industriali di prossimità", perché
"bisogna velocizzare sui cambiamenti alle relazioni
industriali nel nostro sistema". Va completato il lavoro fatto
con la riforma del 2009 (firmata da Confindustria con Cisl e
Uil, con il no della Cgil), dice Sacconi, "dando agli accordi
aziendali il potere di regolare tutti gli aspetti che
riguardano l'organizzazione del lavoro".
"Non sono per la sparizione dei contratti nazionali ma
dobbiamo rafforzare sempre piu' i contratti aziendali", ha
sottolineato Marcegaglia preannunciando la lettera ai
sindacati. Con i quali Confindustria intende discutere anche
il nodo dell'esigibilità dei contratti, perché "se un'impresa
sigla un accordo con la maggioranza dei lavoratori, questo
deve valere per tutti. Non esiste che uno il giorno dopo si
alza e mette tutto in discussione".
Intanto la Uil ha dato da la spallata finale all'accordo
firmato nel '93 dalle parti sociali e dal governo Ciampi dopo
un anno e mezzo di concertazione. Una intesa su riforma della
struttura contrattuale (superata dall'accordo separato del
2009, non riconosciuto dalla Cgil), politica dei redditi e
rappresentanza. Tra l'altro, veniva introdotta l'esistenza
delle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie elette per due
terzi dai lavoratori, al posto delle Rsa.
Cosa su cui Fiat,
con gli accordi separati, ha già fatto un passo indietro.
Cancellare l'accordo del '93 "vuol dire avallare quello che è
accaduto in Fiat e cancellare un soggetto eletto da tutti i
lavoratori", aveva detto il leader della Fiom, Maurizio
Landini, sospettando manovre "in soccorso" al Lingotto.
13 giugno 2011 - Rainew24