Boom delle pensioni di anzianità e assegni 'da
fame' soprattutto per le donne. E' il quadro
disegnato dal Rapporto INPS per il 2010
presentato oggi a Roma alla presenza del
Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.
Nel 2010
oltre la metà dei pensionati non arriva a 500
euro al mese, soprattutto le donne.
L'Istituto nazionale di Previdenza
Sociale nel Rapporto annuale, presentato oggi
(25 maggio) a Roma sottolinea come, oltre 8
milioni di pensioni erogate, pari al
50,8% del totale, non arriva a 500 euro al mese,
quota che sale al 79% se si considera la soglia
dei 1.000 euro lordi mensili, mentre solo
l'11,1% presenta importi compresi tra i 1.000 e
i 1.500 euro mensili e il 9,9% superiori ai
1.500 euro. Nello specifico l'INPS rileva
il forte divario tra uomini e donne nell'importo
degli assegni pensionistici: il 91%
delle pensioni INPS erogate
alle donne è infatti inferiore ai 1.000 euro, e
per 6 assegni su 10 l'importo non raggiunge
addirittura i 500 euro. Mentre solo il 36% delle
pensioni erogate a uomini è sotto i 500 euro ed
il 20,2% è superiore ai 1.500 euro, a fronte di
appena il 2,6% degli assegni con un titolare
donna.
Sale
vertiginosamente il numero delle
pensioni di anzianità nel 2010,
registrando un aumento del 73%. Il Rapporto
annuale INPS evidenzia come nel 2010 sono stati
liquidati 174.729 trattamenti a fronte dei
100.880 registrati nel 2009, anno in cui il
numero di pensioni di anzianità era stato molto
basso a causa del passaggio dei requisiti da 58
a 59 anni a fronte di 35 di contributi. Tuttavia
nel 2011 si prevede un nuovo calo dovuto al
nuovo 'scalino', da 59 a 60 anni e l'entrata in
vigore della finestra mobile. In crescita dello
0,2%, rispetto al 2009, anche il numero delle
pensioni vigenti a fine 2010
che è pari a 16.042.360 ai quali si aggiungono
oltre 2,7 milioni di prestazioni erogate
agli invalidi civili. Il 78% delle
pensioni erogate dall'Istituto è di natura
previdenziale, il restante 22% è di tipo
assistenziale.
A chiedere
chiarimenti, ponendo due domande al Governo
sulle pensioni, è
Susanna Camusso,
Segretario Generale della CGIL, a margine della
presentazione del Rapporto INPS. Per prima cosa
Camusso ha chiesto: “dove sono finite le famose
risorse per le politiche della conciliazione,
effetto dell'aumento dell'età pensionabile delle
donne del pubblico impiego? Non abbiamo visto –
ha proseguito - nè le risorse nè le politiche”.
Inoltre, rivolgendosi sempre al Governo che
“plaude al buon funzionamento dell'INPS”,
domanda “come pensa di fare quando, con lo
sciagurato contratto separato del commercio,
entreranno 2 miliardi in meno nelle casse
dell'Istituto di previdenza?”.
Tuttavia i dati
riportati dall'INPS hanno subito
l'influenza della crisi economica.
L'Istituto di Previdenza ha registrato 281.858
milioni di entrate e 280.461
milioni di uscite con un avanzo
finanziario di 1.397 milioni, in calo del 73%
rispetto al 2009. L'INPS rileva inoltre
l'aumento delle prestazioni temporanee
(+4,8%) tra le quali quelle di
sostegno al reddito: Cassa
integrazione; indennità di disoccupazione e
mobilità, per le quali l'istituto ha speso nel
2010, 19,7 miliardi, comprensivi dei
contributi figurativi connessi a tali
prestazioni. In particolare le ore
autorizzate nell'anno per le prestazioni di
Cassa integrazione nel complesso
(ordinaria, straordinaria e straordinaria in
deroga) sono state 1,2 miliardi (+31,7% sul
2009). Il livello di utilizzo reale dello
strumento espresso dal cosiddetto “tiraggio”
(rapporto tra il totale delle ore utilizzate ed
il totale delle ore autorizzate), è stato nel
2010 del 49,1% (pari a 590,8 mln di ore) a
fronte del 65,4% dell'anno precedente. Per le
prestazioni ordinarie sono
stati erogati 1.175 milioni di euro, per quelle
straordinarie al netto della
deroga 1.363 milioni di euro e per i trattamenti
in deroga 628 milioni di euro, per un totale di
oltre tre miliardi. La
spesa sostenuta per le prestazioni di
indennità di
mobilità
ammonta a 1.273 milioni di euro mentre per i
diversi trattamenti di disoccupazione sono stati
erogati 6.700 milioni di euro.
Il lavoro
nero ed irregolare in Italia. Nel 2010
l'INPS ha fatto nelle aziende oltre 88 mila
ispezioni che hanno portato alla scoperta di
67.955 posizioni aziendali irregolari con 12.550
lavoratori irregolari e 65.086 totalmente in
nero. Da tale attività di controllo, si legge
nel Rapporto sono stati recuperati 1.122 milioni
di euro per contribuiti e premi evasi, 6,4
miliardi pari all'11% in più rispetto al 2009.