TORINO - "L'implementazione del programma Fabbrica Italia
potrà essere condizionata dagli sviluppi delle azioni
giudiziarie promosse nei giorni scorsi dalla Fiom". Lo ha
dichiarato la Fiat dopo l'incontro tra l'ad Sergio Marchionne e
i sindacati.
EX BERTONE, MARCHIONNE: DECISIONE VELOCE O ALTROVE - "Se
non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata
approvazione del piano da parte del sindacato, Fiat rinuncerà al
progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per
l'investimento relativo alla produzione della nuova Maserati del
segmento E". Lo afferma l'amministratore delegato della Fiat,
Sergio Marchionne, che oggi ha incontrato i sindacati
sull'investimento all'ex Bertone.
"Per l'ex Bertone è questione di qualche giorno. O c'é l'accordo
sindacale e il rilancio dell'impianto o c'é il suo definitivo
abbandono. L'ad della Fiat è stato chiaro. La trattativa
sindacale si è conclusa il 22 marzo e l'investimento di 550
milioni di euro per la produzione della Maserati può essere
fatto in Italia ma anche in altri Paesi". Lo ha dichiarato
Giuseppe Farina, segretario generale della Fim, dopo l'incontro
a Torino con Sergio Marchionne. La Fim Cisl ha confermato "la
propria disponibilità a sottoscrivere l'accordo sindacale per la
conferma dell'investimento a Grugliasco. Nel caso le scelte
della Fiom dovessero far fallire il progetto di investimento
all'ex Bertone, abbiamo chiesto alla Fiat di mantenere comunque
l'investimento in Italia, perché è parte importante dell'intero
progetto Fabbrica Italia e del rilancio dell'industria dell'auto
nel nostro Paese". "Vorrei ricordare alla Fiom che se per
Pomigliano e Mirafiori abbiamo dovuto prevedere l'uscita dal
contratto nazionale dei metalmeccanici, che notoriamente abbiamo
cercato di impedire, ciò - conclude Farina - è dovuto alle
scelte della stessa Fiom, che nonostante il risultato largamente
maggioritario ottenuto dal sì nel referendum di Pomigliano,
continua a mantenere un atteggiamento ostile al progetto
Fabbrica Italia".
SACCONI, SI PROFILA PREOCCUPAZIONE PER FUTURO AUTO -
''Si potrebbe profilare una situazione molto preoccupante per il
futuro dell'auto a Torino e in Italia''. Cosi', in una nota, il
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ricordando come ''il
Governo ha sin qui operato per accompagnare il necessario
consenso della maggioranza dei lavoratori e non resterebbe certo
spettatore di fronte al prodursi di una situazione critica''.