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Un'intesa, quella raggiunta per la conciliazione degli orari tra
lavoro e famiglia, che secondo la CGIL “scaturisce dalle
mobilitazioni delle donne di questi giorni, da una forte
richiesta di rappresentanza e di tutela”. Si rafforzano,
infatti, le reti dei servizi sociali, la contrattazione
collettiva, e soprattutto non ci sono deroghe sulla flessibilità
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08/03/2011
“Il governo torna indietro sul testo
presentato alle parti su orari di lavoro e conciliazione”. Così
il Segretario Confederale della CGIL, Serena Sorrentino,
commenta l’intesa raggiunta ieri al Ministero del Lavoro. La
dirigente sindacale sottolinea come “grazie all’azione
determinata e puntuale della Cgil, e delle associazioni
datoriali, il tentativo propagandistico del Ministro Sacconi di
presentare per l’8 Marzo una serie di misure presentate come
politiche innovative di conciliazione, ma che in realtà
caricavano su imprese e lavoratrici/lavoratori il peso della
conciliazione, è stato trasformato in un’istruttoria di
confronto tra le parti su questi temi.
Sorrentino, inoltre, rileva come “il Governo
ha ritirato il testo presentato il 1 marzo e recepito un testo
concordato tra le parti”. Il testo sottoscritto ieri sera,
infatti, “parte dall’assunzione dell’impegno di tutte le parti
sociali e di tutti i livelli istituzionali a concorrere alle
politiche di conciliazione per donne e uomini; dall’impegno del
Governo nel rafforzamento delle reti dei servizi sociali e delle
parti sociali sulla contrattazione collettiva in particolare di
secondo livello; nel testo si prevedono impegni sulle misure
volte ad aumentare e migliorare la qualità dell’occupazione
femminile, in particolare facendo riferimento all’apprendistato,
al part-time (incentivando quelli lunghi) e per il mezzogiorno
all’utilizzo dei contratti di inserimento”.
Inoltre, aggiunge Sorrentino, “vengono messi
in sinergia art.9 legge 53, fondo per la famiglia, Intesa
Ministero pari opportunità - Regioni sulla conciliazione in
riferimento al Piano 2020, viene promosso il rifinanziamento del
piano nidi 2011 e l’investimento nel rafforzamento dei servizi
pubblici sia di conciliazione dei tempi di vita/lavoro che
riferiti ai tempi delle città”. Soprattutto “non ci sono deroghe
sulle flessibilità degli orari di lavoro né l’incentivazione al
ricorso al precariato come forme di conciliazione”.
In riferimento all’orario di lavoro e alla
modulazione dello stesso, spiega il segretario confederale CGIL,
“si afferma il principio della salvaguardia dei diritti, il
rimando alla contrattazione collettiva e di secondo livello, si
afferma l’esigenza di salvaguardare la relazione tra esigenze di
produttività ed esigenza delle persone, poiché la conciliazione
viene assunta come valore per determinare un benessere durevole,
una crescita sostenibile e coesione sociale. Spariscono dal
testo riferimenti al lavoro intermittente e ripartito, sparisce
l’alternatività tra congedo e trasformazione di rapporto di
lavoro a part-time, sparisce il riferimento alla sostituzione
dei servizi con l’erogazione diretta da parte dell’azienda di
vouchers”. Motivi per i quali la CGIL ha sottoscritto il
documento di intenti che istituisce un tavolo tecnico che dovrà
esplorare la possibilità di un’intesa sugli ‘strumenti’ della
conciliazione ma non ha recepito l’allegato.
Sull’allegato, che ha valore di elencazione
di titoli sui quali il negoziato tra le parti si dovrà
esercitare, la CGIL rivendica l’aver ottenuto “alcune
sostanziali modifiche ma permangono forti perplessità, in
particolare sul lavoro concentrato e sul mancato recepimento del
ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco. Ma ci
sono anche novità significative come l’aumento dei permessi per
cura dei figli e familiari, la possibilità di trasformare il
congedo parentale in part-time aumentandone la durata. Occorre
adesso vigilare che non rientri dalla finestra ciò che abbiamo
messo alla porta e lavorare per estendere le tutele anche alle
lavoratrici ed i lavoratori precari”.
Per il sindacato rimangono “inalterate le
ragioni alla base della nostra mobilitazione per l'8 marzo,
giornata della donna e della dignità del lavoro, a partire dalla
rivendicazione del ripristino della legge 188 contro le
dimissioni in bianco”. Per adesso si sono registrate “alcune
importanti affermazioni di principio ed impegni fattuali del
Governo e delle Parti e in vista dell’apertura del confronto, in
sede di tavolo tecnico, nelle prossime ore si tratterà di
definire la proposta della CGIL attraverso un confronto con le
categorie nazionali per rafforzare la nostra iniziativa -
conclude Sorrentino - in favore dell’aumento dei diritti e delle
tutele in tema di politiche per la conciliazione e condivisione
per donne e uomini”. |