“La riforma Brunetta ha incassato in un
giorno tre stop, rispettivamente dalla Conferenza dei presidenti
delle Regioni, dal Consiglio di Stato e dal Ministero della
Pubblica istruzione. Tre decise
prese di posizione che dimostrano quanto sia stato
inutile l’accordo separato che alcune organizzazioni sindacali
si sono precipitate a firmare venerdì scorso”. E’ quanto afferma
il responsabile del dipartimento Settori pubblici della CGIL
Nazionale, Michele Gentile, che parla di “un brutto giorno da
ricordare per il ministro Brunetta”. Nel dettaglio il
primo dei tre stop
riguarda la
Conferenza dei Presidenti delle Regioni: “Una ferma presa di
posizione - spiega Gentile - che ha bloccato il Ministro in nome
della correttezza istituzionale e della leale collaborazione tra
Governo e Regioni”. L’ultimo episodio denunciato, sottolinea, “è
l’accordo separato di venerdì scorso: un’intesa che, come
sostengono le Regioni, ‘pone ulteriori gravi problemi e non
convince sotto il profilo del metodo e neppure nel merito’”. Le
Regioni, rileva il sindacalista, “denunciano il mancato
coinvolgimento da parte del governo di queste istituzioni che
sono, a tutti gli effetti, i datori di lavoro della metà dei
lavoratori pubblici contrattualizzati”.
Il secondo altolà arriva
dal
Consiglio di Stato che, spiega Gentile, “con un suo parere,
richiesto dallo stesso Ministro, affonda la pretesa di procedere
al rinnovo delle RSU nel Pubblico Impiego solo dopo aver
definito i nuovi comparti di contrattazione. La pretesa del
Ministro di ‘abolire’ la contrattazione aveva reso impossibile
l’accordo sui nuovi comparti. Il diniego di alcune
organizzazioni sindacali di procedere al rinnovo aveva portato
al blocco delle RSU e al mantenimento in capo alle
organizzazioni sindacali di una ‘rappresentatività’ troppo
vecchia per essere ancora veritiera”. Ora il parere del
Consiglio di Stato, prosegue il sindacalista della CGIL, “fa
piazza pulita di questa pretesa e afferma che i lavoratori hanno
il diritto di votare per le RSU e le organizzazioni sindacali
debbono essere ‘pesate’ nella loro rappresentatività per una
questione di democrazia e di reale coinvolgimento dei sindacati
nelle scelte di politica economica o contrattuali”.
Il terzo e ultimo stop
arriva dal
Ministero della Pubblica Istruzione che, osserva Gentile,
“fa piazza pulita della pretesa del ministro Brunetta di imporre
la sua richiesta di abolire retroattivamente la contrattazione
decentrata nelle pubbliche amministrazioni e in particolare
nelle scuole e di abrogare per questa via i contratti nazionali
attualmente vigenti. Dopo questo atto lo stesso Decreto
correttivo emanato la settimana scorsa dal Consiglio dei
Ministri diventa ‘carta straccia’”. Per concludere, quindi, “si
tratta di tre stop che fiaccherebbero chiunque e dai quali si
possono trarre anche alcune riflessioni: come è stato inutile
quell’accordo separato che alcune organizzazioni sindacali si
sono precipitate a firmare venerdì scorso. Inutile ed anche
dannoso: con quell’accordo - conclude - si intendeva restituire
validità ad una cosiddetta Riforma che dopo qualche giorno viene
pesantemente colpita. Certo non hanno dato prova né di
lungimiranza, né di autonomia”.