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… E continuano a chiamarsi “sindacati”!
Cisl-Uil-Ugl, la trinità sindacale sempre con la penna in mano per firmare qualsiasi porcata di accordo vogliano padroni e governo, il 4 febbraio ha siglato l’ennesima vergogna per il pubblico impiego, la quale, di fatto, va ben oltre il cosiddetto “fondo della produttività”, perché lascia inalterato il quadro pesantemente negativo del rapporto di lavoro nel pubblico impiego. Infatti:
* nessuna novità sulle retribuzioni (che Cisl, Uil e Ugl si vantano senza pudore di avere salvaguardato), perché: 1) i contratti resteranno congelati fino a tutto il 2013 per legge (in realtà, fino al 2014-2015 per i soliti ritardi con cui saranno rinnovati), lasciando le paghe in balìa dell’aumento del costo della vita; 2) l’unica evoluzione retributiva resterà affidata al meccanismo delle cosiddette “fasce di merito”, finanziate con il cosiddetto “dividendo dell’efficienza”, cioè una quota dei “risparmi” derivanti da processi di riorganizzazione, ristrutturazione, innovazione: per esempio, lavorare con meno personale, non sostituire gli assenti, insomma faticare di più. Le risorse così “risparmiate” potranno, in parte, essere destinate al personale secondo l’applicazione prevista dall’art. 19 del decreto legislativo n. 150 del 2009. Ma le “fasce di merito” offriranno benefici retributivi ai soli “bravi”, rappresentati dalla fascia del 25% di dipendenti che verranno a trovarsi in “grazia di dio”, perché scelti da quei veri e propri capi-clientela che sono i dirigenti; briciole miserrime verranno assegnate al 50%, la fascia dei “mediocri”; niente al restante 25%, la fascia dei “lavativi”, degli “imbranati”, dei “sobillatori”;
* le progressioni sia verticali che orizzontali resteranno bloccate e, in ogni caso, con il nuovo sistema sono destinate a privilegiare sempre e solo i più “bravi”;
* solo per il 20% saranno effettuate assunzioni in sostituzione di chi esce dalla Pubblica Amministrazione;
* continueranno i licenziamenti in massa dei lavoratori precari, con l’effetto della crescente assegnazione degli appalti alla pirateria imprenditoriale delle cosiddette “cooperative” e società di varia “ragione sociale”, tutte “diplomate” in sfruttamento intensivo dei dipendenti e in cancellazione di ogni loro diritto;
*resteranno bloccate le elezioni per il rinnovo delle RSU, ormai ampiamente scadute, per negare l’esercizio dei diritti sindacali ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali non firmatarie dell’accordo (sindacati di base e Cgil) e per permettere a quelle complici in malefatte (Cisl, Uil, Ugl) di essere le uniche titolari del diritto a operare come soggetti sindacali;
* rimane confermato, quando ripartirà la contrattazione, il cosiddetto “nuovo modello contrattuale” (triennalizzazione dei contratti; contratto nazionale ridotto ai minimi termini; aumenti salariali basati su un calcolo dell’inflazione ancora più sfavorevole ai lavoratori di quello precedente, che già aveva permesso il taglieggiamento delle retribuzioni; ecc.; ecc.). “Nuovo modello contrattuale” regalato ai padroni e al governo da Cisl, Uil e Ugl nel 2009 e, per la verità, contrastato dalla Cgil solo a parole: basta pensare che, finora, tra i suoi sindacati di categoria, solo la Fiom ha deciso di non firmare il contratto-capestro dei metalmeccanici, mentre tutti gli altri sindacati che si riferiscono alla Cgil hanno firmato (eccome!) i vari rinnovi contrattuali (una cinquantina, mica uno!), basati proprio su quelle “nuove” regole.
Ritornando all’accordo del 4 febbraio, c’è da dire che la Cgil ha fatto bene a non sottoscriverlo, ma ora le questioni sono: Cosa fare per renderlo carta straccia? Come mobilitare i lavoratori? Quale rapporto tra Cgil e sindacati di base? Quali contenuti dare alle iniziative di sciopero sempre più necessarie per non venire stritolati, anche nella Pubblica Amministrazione, da un processo di riorganizzazione del lavoro ispirato al piano Marchionne e alla sua vergognosa FilosoFiat?
Cobas Pubblico Impiego r.i.p., v. S. Lorenzo 38, Pisa, febbraio 2011 - tel.: 050 8312172; e-mail: confcobaspisa@alice.it
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