La Cgil ha lasciato il tavolo di confronto con il governo e
non ha firmato l'accordo sugli aumenti salariali legati
alla produttività nella pubblica amministrazione che si è chiuso
pochi minuti fa, tra esecutivo, Cisl e Uil.
Il vertice ha visto intorno al tavolo il sottosegretario alla
presidenza del consiglio Gianni Letta, il ministro
della Funzione pubblica Renato Brunetta, il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il segretario
generale della Cgil, Susanna Camusso, il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni e il
segretario confederale della Uil, Paolo Pirani.
Obiettivo del confronto era proprio l'accordo per la regolazione del
regime transitorio degli istituti premianti previsto nella legge
Brunetta.
Sull'accordo, però, la Cgil ha espresso più di una riserva. Il
sindacato di Corso d'Italia ha posto come precondizione
l'avvio delle elezioni delle Rsu nel pubblico impiego. Il
leader della Cisl Raffaele Bonanni e il segretario confederale della
Uil Paolo Pirani invece hanno dato il via libera al documento che il
governo ha presentato al tavolo di confronto.
"E' un accordo importante, i salari saranno salvaguardati
interamente", ha commentato Bonanni, mentre Susanna Camusso si è
detta "pronta a una discussione che tenga conto di tutto, ma
soprattutto dell'emergenza precari e della necessità di
procedere con urgenza alle elezioni delle Rsu".
Altrimenti, ha aggiunto Camusso, "la Cgil non è interessata"
all'accordo. Un accordo che, ha precisato, "non è il risultato di un
confronto", ma parte dalla riforma del modello contrattuale
del 2009 che la Cgil non ha firmato.
Poi la segretaria Cgil ha criticato il comportamento di Cisl e
Uil: "Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso al
governo che è un po' claudicante. Una presa in giro per i
lavoratori". Piccata la reazione di Bonanni che parla di
una "caduta di stile" di Camusso: "Non mi sono mai permesso di dire
una cosa del genere - ha affermato il segretario Cisl - Eppure ho
molti ma molti dubbi sulla caratura essenzialmente sindacale di
comportamenti come quelli che ci tocca sopprotare. Non lancio
ingiurie, ma continueremo a fare il nostro lavoro sindacale e lo
faremo sempre di più".