Pa-Accordo separato: si vada a referendum, ma Brunetta non minacci di scappare in Canada

di Carlo Podda
 

Leggo dichiarazioni di esponenti autorevoli della Cisl e della Uil sull'intesa siglata stamattina a Palazzo Chigi, che lasciano sgomento anche il più vaccinato dei sindacalisti. Se i colleghi firmatari sono così convinti che con questo ennesimo accordo separato le condizioni dei lavoratori pubblici sono migliorate, si sottoponga il suo contenuto a referendum.

Non vorremmo essere indotti a credere che il cosiddetto “modello Marchionne”, condiviso dagli amici di Cisl e Uil, li abbia convinti che il referendum sia uno strumento in mano esclusivamente alla parte datoriale.

In caso contrario sarebbe opportuno sottoporre l'intesa a referendum per misurarne il consenso tra i lavoratori e convocare le elezioni delle Rsu per dar loro la possibilità di esprimersi sull'operato delle organizzazioni sindacali. Credo che sia anche interesse del Ministro Brunetta tenere il polso della situazione. Speriamo che almeno lui non minacci di scappare in Canada in caso di sconfitta. Ne sentiremmo la mancanza.

Roma, 4 Febbraio 2011