Pubblica amministrazione: Camusso lascia il tavolo, non firma l'accordo

 

Roma - La leader della Cgil, Susanna Camusso ha lasciato il tavolo di confronto con il governo sulla Pubblica amministrazione. La confederazione non firmerà l'accordo sugli aumenti di salario legati alla produttività nel pubblico impiego in via di chiusura tra l'esecutivo, Cisl e Uil. «È una presa in giro dei lavoratori». Così Susanna Camusso, boccia l'accordo separato sugli aumenti di produttività firmato dalle altre sigle sindacali a Palazzo Chigi. «Siamo di fronte - ha detto Camusso dopo aver lasciato il tavolo - a un testo che non affronta i problemi urgenti che abbiamo, a partire dalla Finanziaria che cancella il 50% dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione». (AGI)
«Siamo pronti a una discussione che tiene conto di tutto anche dell'emergenza precari e della necessità di procedere con urgenza all'elezione delle Rsu, altrimenti "la Cgil non è interessata" all'accordo sugli aumenti di produttività» ha proseguito Camusso.
L'accordo, ha spiegato Camusso, «non è il risultato di un confronto ma parte dalla riforma del modello contrattuale del 2009 che la Cgil non ha firmato».
L'incontro tra governo e sindacati sulla riforma della pubblica amministrazione verteva sulla discussione dell'accordo per la contrattazione integrativa e in particolare sulla regolazione del regime transitorio degli istituti premianti (dl 150/2009), ossia i premi legati alla produttività.
Erano presenti per il governo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta e il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Per i sindacati oltre al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni e il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani.

in data:04/02/2011 - Liberazione