| di Gianni Rinaldini, coordinatore Nazionale La
CGIL che Vogliamo
Ora lo sciopero generale
La gravità della situazione politica
economica e sociale,la vicenda FIAT, lo straordinario risultato del
voto a Mirafiori richiedono una forte risposta di iniziativa e
mobilitazione della CGIL con la proclamazione dello sciopero
generale,risposta assolutamente più adeguata della campagna di
assemblee su democrazia e rappresentanza proposta dal documento
conclusivo del Direttivo Nazionale della CGIL del 15 gennaio 2011.
E’ per questo che La CGIL che
Vogliamo dichiara il proprio voto contrario.
Le scelte contenute nella Legge di
Stabilità, nel Collegato lavoro, nei provvedimenti Gelmini disegnano
un quadro di riduzione di investimenti nei fattori qualitativi dello
sviluppo, umiliano la scuola, l’Università e le Ricerca, cancellano
i diritti contrattuali dei lavoratori pubblici, riducono in qualità
e quantità le prestazioni dello Stato Sociale, abbandonano senza un
adeguato impianto di ammortizzatori sociali quei lavoratori e quelle
lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro, preludono ad un
ulteriore acuirsi della disoccupazione per i giovani e le donne,
precarizzano definitivamente le condizioni di lavoro dei giovani.
In un contesto già così drammatico, è
precipitata la vicenda FIAT con le caratteristiche devastanti che
essa rappresenta in termini sia di sfruttamento del lavoro,
attraverso il significativo peggioramento delle condizioni di
lavoro, sia di radicale stravolgimento di diritti indisponibili,
sindacali e prima ancora, costituzionali.
Dopo lo straordinario risultato del
voto dei lavoratori di Mirafiori, è dunque fondamentale che la CGIL
assuma una forte iniziativa di lotta che metta al centro della sua
strategia la riaffermazione della centralità del valore del binomio
lavoro-diritti come cardine di uno sviluppo socialmente sostenibile,
fattore di emancipazione per lavoratori, giovani e pensionati,
fondamento di democrazia e libertà per l’intera società.
E’ questa la partita che si sta
giocando sullo scenario europeo e internazionale.
E’ questa la partita che deve vederci
protagonisti con il complesso delle nostre proposte e della nostra
iniziativa.
E’ particolarmente importante che la
CGIL sostenga e partecipi, nelle modalità decise dalle singole
strutture, allo sciopero indetto dalla FIOM per le giornate del 27 e
28 ottobre, così come è centrale che a questo impegno si accompagni
e faccia seguito l’allargamento della mobilitazione e
dell’iniziativa dell’intera Confederazione, con la proclamazione
dello sciopero generale.
Occorre avviare da subito una grande
e capillare campagna di assemblee nei posti di lavoro su una vera
piattaforma di ridisegno economico, fondata su politiche fiscali
progressive e redistributive, di orientamento delle risorse sulla
scuola e l’Università, su politiche industriali caratterizzate da
innovazione e ricerca, su sistemi certi e avanzati di protezione
sociale.
Così come è fondamentale rimettere al
centro della nostra iniziativa la crescita quantitativa e
qualitativa del lavoro per i giovani, per una reale stabilizzazione
occupazionale.
E’ importante per questo che le
nostre iniziative e la nostra discussione coinvolgano un ampio
numero di lavoratori e pensionati, ma che vedano la partecipazione
di giovani e studenti , interloquendo col movimento sviluppatosi nel
mese di dicembre.
16-1-2011 |