DEMOCRAZIA E
RAPPRESENTANZA
Le posizioni della Cisl in
risposta alla Cgil
da
www.cisl.it 17.1.2011
La
proposta della CGIL su Democrazia e Rappresentanza sembra più
mirata alla soluzione di un problema interno di organizzazione
che a trovare una base proficua per un accordo interconfederale,
di cui la Cisl conferma la opportunità ed urgenza.
Il punto dirimente è che la CGIL, per legittimare una pratica
abnorme di referendum tra quelli di "mandato" per firmare gli
accordi e quelli di "abrogazione", propone di stravolgere, con
percentuali più alte, il criterio universale della maggioranza
fondata sul 50%+1 per rendere valida la firma di un accordo
sindacale come già previsto, da tempo, per il settore pubblico.
E' difficile immaginare una regola più astrusa, efficace solo
per incoraggiare estremismi ed irresponsabilità!
Alla base di questa impostazione vi è una concezione che:
- vanifica la natura associativa del sindacato e la democrazia
rappresentativa;
- stravolge l'equilibrio che caratterizza il documento CGIL,
CISL e UIL su Democrazia e Rappresentanza del maggio 2008
rispettoso del pluralismo sindacale proprio dell'esperienza
storica italiana.
Quell'equilibrio nel documento CGIL, CISL e UIL si esprime
con la previsione, rispetto alle piattaforme contrattuali, alle
trattative e agli accordi:
- del costante coinvolgimento degli organismi sindacali e con
continue verifiche degli iscritti, di tutti i lavoratori;
- della responsabilità degli organismi sindacali nell'assunzione
e nell'approvazione dell'ipotesi di accordo per il mandato alla
firma, previa la consultazione certificata tra tutti i
lavoratori come già avvenuto nei Referendum del 1995 e del 2007.
Il documento unitario del maggio 2008, d'altronde già inviato
a suo tempo alle organizzazioni datoriali, è per la Cisl l'unica
base per una intesa rapida e costruttiva. |