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«Lanciamo un appello a tutti i lavoratori italiani e alle loro
organizzazioni sindacali perché ci siano vicini a noi in questo
drammatico momento». Rajka Veljovic è una lavoratrice e sindacalista
della Zastava auto di Kragujevac. Il governo della Serbia ha messo
la parola fine sull'azienda di automobili lasciando a casa centinaia
di tute blu.
A febbraio scorso la Fiat era entrata in possesso degli stabilimenti
della fabbrica Zastava per farne un polo produttivo per l'Est
creando una nuova società la Fiat Auto Serbia (FAS) ed aveva assunto
1000 lavoratori (facendo firmare un contratto individuale) sul
totale di 2600 che erano ancora in carico all'azienda. Il salario
medio in FAS è di circa 320 euro.
Cosi' si erano create due aziende, a FAS proprietaria degli
stabilimenti e con 1000 dipendenti ed una azienda (chiamata Zastava
Automobili), che risultava in pratica una scatola vuota, rimasta di
proprietà pubblica a cui venivano affidati i restanti 1600
lavoratori. Stipendio medio 250 euro.
E' il nuovo modello Marchionne: la creazione di una new company a
cui conferire le produzioni e gli stabilimenti e una bad company su
cui scaricare debiti e lavoratori in eccesso.
La scelta improvvisa è arrivata proprio nei giorni di ferie. In
Serbia il Natale ortodosso si festeggia proprio in questi giorni. In
poche parole, il Governo serbo ha fatto il classico "lavoro sporco"
chiudendo la parte pubblica del gruppo Zastava. Per i 1600
lavoratori della Zastava Auto si sono spalancate le porte della
disoccupazione.
Circa 600 di loro, i piu' anziani, saranno "accompagnati'' verso la
pensione con ammortizzatori economici molto deboli, ma circa 1000
riceveranno 300 euro di liquidazione per ogni anno lavorato e un
sussidio di meno di 200 euro al mese per un anno e di meno di 150
per un secondo anno.
Visto che in Serbia la disoccupazione viaggia sopra il 20% significa
condannarli ad una condizione di precarietà che durerà per tutta la
loro vita.
Che cosa è accaduto precisamente?
E' comparso un articolo sui giornali che parlava di circa 800
lavoratori della Zastava auto, che dovevano essere considerati in
eccedenza. In realtà i dipendenti sono il doppio, quindi è come se
gli altri 800 fossero stati cancellati.
Come erano gli accordi con Fiat?
Gli accordi erano che solo per far ripartire le produzioni avrebbe
assorbiti subito circa 1.000 lavoratori la cui selezione è avvenuta
tramite un test di cui però non conosciamo i risultati. Quel
programma ha avuto molti ritardi.
Quando la Fiat avrà bisogno di altri lavoratori dove li prenderà?
Me lo chiedo anche io. Mi sono fatta un a idea precisa, perché è già
accaduto anche in altri parti della Serbia, che li prenderà
attraverso l'Ufficio di collocamento pubblico e questo gli frutterà,
da quello che abbiamo sentito, intorno ai 5000-7000 euro di
contributo governativo per agni assunto. E' chiaro il giochino?
Adesso il governo della Serbia toglie alla Fiat la patata bollente e
poi la premierà dando ulteriori contributi. Contributi che vanno ad
aggiungersi a quelli già incassati.
Il vostro sindacato, il Samostalni, cosa ha detto?
Per quello che ne so è stato preso alla sprovvista. Quando si sono
sparse le prime voci abbiamo reagito prontamente entrando in
sciopero e con un tentativo di occupazione del Comune di Kragujevac.
La Fiat come ha reagito?
La Fiat se ne è lavata le mani, ha detto che era una questione che
riguardava il Governo. In realtà ha ottenuto quello che le
occorreva, la cancellazione del marchio Zastava, la proprietà degli
impianti e un ampio serbatoio di lavoratori a cui attingere pagati
pochissimo.
08/01/2011
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