"Ostentata
prepotenza Fiat" -
l'appello di 19 intellettuali
Un gruppo di docenti universitari denuncia in un
appello pro Fiom "il carattere ricattatorio di Marchionne". Tra i
firmatari: Revelli, D'Orsi, Vattimo e Cottino
Di fronte all’ostentata dimostrazione di prepotenza offerta in questi
giorni dalla Fiat e di fronte ai contenuti dell’accordo da essa imposto
per lo stabilimento di Mirafiori, riteniamo di non poter tacere.
Non può essere taciuto il carattere esplicitamente ricattatorio, da vero
e proprio Diktat, che pone i lavoratori, già duramente provati dalla
crisi e dalla cassa integrazione, con salari tra i più bassi d’Europa,
nella condizione di dover scegliere tra la messa a rischio del proprio
posto e la rinuncia a una parte significativa dei propri diritti; tra la
sopravvivenza e la difesa di condizioni umane di lavoro; tra il
mantenimento del proprio reddito e la conservazione della propria
dignità. E’ un’alternativa inaccettabile in una società che pretenda di
rimanere civile e in un Paese che voglia continuare a definirsi
democratico.
Non può essere taciuto, d’altra parte, lo strappo – un vero e proprio
scardinamento – che tale accordo introdurrebbe nell’intero sistema delle
relazioni industriali in Italia, la sua aperta contraddizione con ampia
parte del dettato costituzionale, a cominciare da quell’articolo 1 che
proclama la nostra democrazia repubblicana “fondata sul lavoro” – cioè
sul ruolo centrale del lavoro e della persona del lavoratore.
Non può essere taciuta, infine, l’assoluta gravità della scelta FIAT di
risolvere il proprio rapporto con la Confindustria, al fine di liberarsi
dai vincoli stabiliti in sede di contrattazione nazionale, e di porre in
essere un’odiosa forma di discriminazione sindacale in quella delicata e
cruciale sfera che è costituita dalla rappresentanza nei luoghi di
lavoro. L’esclusione della FIOM, l’organizzazione sindacale
maggioritaria tra i lavoratori metalmeccanici torinesi, dagli organismi
rappresentativi di fabbrica costituirebbe un’inaccettabile
discriminazione, una prova di pesante arroganza aziendale e di
preoccupante cecità imprenditoriale, a nostro parere intollerabili.
Pur consapevoli della drammaticità delle scelte individuali, di chi è
posto dinanzi a un brutale aut aut, e rispettosi di esse, esprimiamo il
nostro sostegno e solidarietà a chi non ha rinunciato a difendere i
diritti e le libertà conquistate a prezzo di duri sacrifici.
Maria Vittoria Ballestrero
Michelangelo Bovero
Piera Campanella
Alessandro Casiccia
Amedeo Cottino
Gastone Cottino
Bruno Contini
Giovanni De Luna
Lucia Delogu
Mario Dogliani
Angelo D’Orsi
Angela Fedi
Riccardo Guastini
Ugo Mattei
Ernesto Muggia
Marco Revelli
Marcella Sarale
Giuseppe Sergi
Gianni Vattimo
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