Collegato lavoro: impugnazione licenziamenti nei contratti di lavoro a tempo determinatopubblicata da DDL : In Difesa dei Diritti e Lavoro - sabato 13 novembre 2010 L’art. 32 della L. 183/2010, conosciuta a tutti come collegato lavoro, detta disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e di impugnazione dei licenziamenti individuali. Intanto viene modificato l’art 6 della L. 604/66 (Norme sui licenziamenti individuali). Rimane fermo l’obbligo di impugnare il licenziamento nel termine di 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, o dalla comunicazione dei motivi ove non contestuali, con qualsiasi atto scritto anche extragiudiziale, idonea a rendere nota la volontà del lavoratore, anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso.
Ciò che è stato modificato dal testo definitivo del ddl lavoro è un’ulteriore adempimento, pena l’inefficacia dell’impugnazione. Nella versione rimandata alle Camere da Napolitano, si prevedeva l’inefficacia dell’impugnazione se nei successivi 180 non si provvede al deposito del ricorso. Nel testo definitivo invece è previsto che:
Una considerazione circa gli effetti della mancata impugnazione nei termini. Come scritto tempo fa, la Corte di Cassazione, (Cass., 5 febbraio 2010, n. 2676) ha affermato che la mancata impugnazione nel termine perentorio di 60 giorni, preclude sia il reintegro in azienda che l’ordinaria azione di risarcimento del danno. La Suprema Corte ha sostenuto, inoltre, che il breve termine di decadenza è fissato a garanzia della certezza della situazione di fatto. Da ciò deriva che trascorso il termine non può essere richiesto neanche il risarcimento del danno atteso che non è possibile far accertare giudizialmente l’illegittimità del provvedimento di recesso. Si veda anche cassazione sentenza nr. 21221/2009 sulla contestazione tardiva del motivo di licenziamento. Classica ipotesi di licenziamento invalido per cui si applica la disciplina qui enunciata. Casi in cui si applica la nuova disciplina Le disposizioni del nuovo art. 6, si applicano anche a tutti i casi di invalidità del licenziamento.
La disciplina sulla decadenza si applica inoltre:
Risarcimento in caso di conversione del rapporto I commi 5, 6 e 7 dell’art 32 del collegato sono dedicati al risarcimento:
Cosi facendo, il legislatore pone un forte limite a quelli che erano i risarcimenti dei lavoratori che, potevano assumere una certa rilevanza proprio in considerazione del tempo da risarcire dalla data del licenziamento alla data della pronuncia. Questo limite al risarcimento previsto dal comma 5, si applica, per espressa previsione del successivo comma 7 anche a:
“In presenza di contratti ovvero accordi collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedano l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori già occupati con contratto a termine nell’ambito di specifiche graduatorie, il limite massimo dell’indennità fissata dal comma 5 è ridotto alla metà. (comma 6).
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