Una prima prova di dialogo
tra le Parti Sociali e Confindustria sui temi della crisi, dello
sviluppo e della competitività, si è concluso ieri in serata, nella
sede del ABI (Associazione Bancaria Italiana) a Roma, con un
giudizio positivo da parte della CGIL. “Un tavolo” ha commentato il
Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, che “dovrà
lavorare speditamente, anche al ritmo di un incontro a settimana,
per arrivare a risultati condivisi, per offrire al Paese un punto di
merito da cui ripartire e risposte a problemi che finora non le
hanno trovate” soprattutto per lavoratori e imprese.
La
proroga degli ammortizzatori sociali e l'intervento sul rapporto tra
mobilità e pensionamenti, per evitare ad oltre 100mila lavoratori il
rischio di trovarsi senza le adeguate tutele, sono gli argomenti su
cui, durante la discussione, si è raggiunta un'intesa per avanzare,
in maniera condivisa, richieste al governo. Ma c'è accordo anche per
lavorare su una riforma fiscale, sui temi dell'innovazione e della
ricerca, sui fondi 'da spendere bene' per il Mezzogiorno e la
detassazione dei salari di produttività. “Temi - ha detti Epifani -
che abbiamo deciso di affrontare insieme come terreno per un
confronto che porti a posizioni comuni”.
Inoltre, la giornata di ieri è stata segnata dalla fine dell'interim
del presidente del consiglio sul Vicastero allo Sviluppo Economico.
Ora, il neo ministro, Paolo Romani, spiega il leader della CGIL,
dovrà “affrontare e risolvere i 140 tavoli di crisi aperti, da
Termini Imerese a Vinyls, da Fincantieri a Merloni”. “Un ministro -
ha concluso Epifani - è importante ma ancora di più è importante una
politica industriale”.