Marcegaglia vede convergenze chiare, Epifani chiede un incontro a settimanadi Celestina Dominelli - 4 ottobre 2010 - SOLE24ORE Il tavolo di confronto tra imprese e sindacati ha portato a individuare «convergenze chiare su analisi, obiettivi e cose da fare». E a individuare una posizione comune di imprese e sindacati su «poche proposte concrete e chiare». A sottolinearlo, al termine del confronto tra imprese e sindacati, che si è aperto oggi nella sede dell'Abi, è la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha promosso il tavolo oggi in campo per la prima volta. Un tavolo, ha sottolineato la numero uno degli industriali, «che non nasce per criticare la politica. Non è un tavolo che si fa dettare l'agenda dalla politica ma non è neanche contro la politica». Lo aveva detto nei giorni scorsi lanciando il confronto tra imprese e sindacati e oggi la presidente di Confindustria ha ribadito il concetto. Sottolineando che l'iniziativa promossa dagli industriali «non è un tavolo politico». Il fine è, ha chiarito la Marcegaglia, è «farsi carico dei problemi del Paese» senza alcun «approccio corporativo. Per la leader degli industriali«le forze sociali sono le colonne portanti dell'economia del Paese», da qui la decisione di «fare insieme una grande assunzione di responsabilità». Di «fare tutti un passo indietro rispetto ai legittimi interessi particolari di ognuno e lavorare insieme per l'interesse del Paese». Al tavolo hanno partecipato ben 17 sigle tra sindacati, imprese e associazioni di categoria. Oltre al presidente dei banchieri Giuseppe Mussari, sono presenti il leader della Cgil Guglielmo Epifani insieme a Susanna Camusso, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti e il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni. Al tavolo erano presenti inoltre l'associazione delle imprese assicurative Ania, Rete Imprese Italia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confapi, Confagricoltura, Coldiretti, Lega delle Cooperative e Confcooperative. Il confronto ha così messo nero su bianco alcuni obiettivi. A cominciare dal fisco dove si lavorerà a «una riforma fiscale condivisa a invarianza di pressione fiscale, con una ricomposizione a favore dei lavoratori e delle imprese. Indicheremo dove aumentare la pressione fiscale se vigliamo diminuirla da altre parti». I tempi, ha spiegato ancora la numero uno di Viale Astronomia, «saranno molto stretti, entro fine anno - ha detto -, anche prima, arriveremo a una conclusione». Marcegaglia ha poi ricordato che il tavolo lavorerà alla «semplificazione, che rappresenta una riforma a costo zero, bisognerà poi - ha spiegato - far partire gli investimenti già finanziati e lavorare insieme sul tema del sud, spendendo bene i fondi strutturali. Il nostro obiettivo è lavorare con le Regioni, il governo, l'Ue. Chiederemo un impegno di fondi per la ricerca, l'innovazione e la scuola. Vogliamo lavorare sui costi della politica in modo molto serio». La numero uno degli industriali ha proposto a imprese e sindacati una metodologia di lavoro. Ci saranno tavoli tecnici su singoli temi, che si dovranno però concludere «in tempi brevi». La presidente di Confindustria ha ricordato che «in dieci anni c'è stata crescita bassa. Il Pil pro capite è ai livelli del '98 e c'è una bassa dinamica salariale, mentre il tasso di disoccupazione giovanile è molto forte». Quanto alle prossime sfide, la numero uno di Viale Astronomia ha lanciato una agenda assai precisa. «Il presidente di Confindustria ha proposto tre punti di riflessione. «Per il 2011 - ha sottolineato la Marcegaglia - bisogna proporre la proroga degli ammortizzatori in deroga, la detassazione del salario di produttività e la garanzia di pensione per quei lavoratori in mobilità che rischiano di perdere l'aggancio alla finestra di accesso al pensionamento». Il secondo punto di riflessione, poi, per la numero uno degli industriali, è su cosa possono fare imprese e sindacati. E la risposta è chiarissima. «Lavorare sulla capacità di attrarre investimenti - prosegue Marcegaglia - e, in particolare, aumentare gli investimenti al Sud». L'ultimo tassello è infine legato alle richieste della politica. Cui «coscienti dei vincoli europei al rigore dei conti pubblici», è necessario sollecitare, «sostegno a ricerca e innovazione - ha concluso Marcegaglia - tagli alla burocrazia inutile, un progetto per il Sud, interventi sul fisco per lavoratori e imprese. Infine chiedere di partecipare al tavolo per i tagli alla spesa pubblica improduttiva». Positive le reazioni dei sindacati. Al tavolo, che deve andare avanti «speditamente», anche «al ritmo di un incontro ogni settimana», ha spiegato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, un primo risultato è aver «condiviso alcune richieste al governo». Il riferimento è alla richiesta «di proroga degli ammortizzatori sociali in deroga» e di un intervento sul «rapporto tra mobilità e pensionamenti per cui 100mila lavoratori rischiano di trovarsi senza alcuna tutela». Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, è importante «che tutte le parti sociali abbiano stabilito un percorso da fare insieme chiedendo a se stessi di fare un passo indietro». Da una parte, ha aggiunto il leader della Cisl, c'è «ciò che possiamo fare noi e dall'altra dobbiamo chiedere al sistema di fare tutto ciò che serve per attirare investimenti. C'è coraggio da parte nostra». Mentre Luigi Angeletti, segretario della Uil, pone l'accento sulla «responsabilità». «Abbiamo convenuto - afferma il leader della Uil - di affrontare alcuni temi, speriamo di andare oltre ai titoli anche sui contenuti. C'è disponibilità da parte di tutti ad affrontare una serie di temi, di nodi economici. C'è responsabilità da parte di tutti».
|
|
|