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L'inutilità del seminario Cgil a Todi sui modelli contrattuali A dimostrarlo è bastato poco ... la firma separata di Fim e Uilm sulle deroghe al Ccnl metalmeccanico
Come dicevamo nelle nostre prime osservazioni al seminario di Todi, la Cgil si è riunita senza idee se non quella che bisognava a tutti i costi tornare al tavolo con Confindusria per mettere mano alle nuove regole contrattuali.
Nella sua relazione al seminario la Camusso si è sperticata per far capire a Confindustria che la Cgil non è la Fiom. Infatti si è vantata dei 55 contratti nazionali firmati anche dalla Cgil, spiegando che se quello dei meccanici non si è riusciti a firmarlo unitariamente è un pò colpa di Federmeccanica ed un pò colpa della stessa Fiom. Alla Camusso non è neppure passato per la testa di comprendere come in realtà sulla Fiom si è concentrato lo scontro solo perchè indisponibile a introdurre deroghe al Ccnl, ed infatti non è sembrata ricordare che se gli altri 55 contratti sono stati firmati unitariamente, con pieno giubilo della Confindustria, è solo perchè in un modo o in un altro (anche senza citarlo) questi hanno recepito lo spirito dell'accordo separato sui nuovi modelli contrattuali. Accordi contrattuali che di fatto accettano anche la possibilità di deroghe, più o meno mascherate dal rimando a successivi tavoli bilaterali delle materie interessate a possibili interventi derogatori. Ovviamente alla Camusso interessava solo mandare un messaggio a Confindustria, tanto che sul merito dei modelli contrattuali a cui lei dice di pensare non sa dire nulla e quel poco che dice è di una ovvietà e genericità allucinante.
Epifani, ancora più esplicitamente nelle sue conclusioni al seminario, invita la Fiom ad avere coraggio. Afferma infatti che non si può più continuare a lottare solo per il gusto di lottare ma bisogna pensare a firmare accordi. Urge, dice Epifani, andare verso un nuovo modello contrattuale ...... e perchè poi ???? Forse perchè il modello contrattuale attuale (quello del luglio '93 come quello del recente accordo separato) non riesce a tutelare i salari (come anche l'Ires ha recentemente dimostrato)? Forse perchè con questa attuale normativa contrattuale non si riesce a contrastare la frantumazione delle diverse forme del lavoro e della prestazione ??' Forse perchè troppo si è concesso in materia di controllo sulle organizzazioni del lavoro tanto che l'intensità di lavoro (sfruttamento) è sempre più, ormai, fuori controllo ??? Se così è allora bisognerebbe discutere di come rivendicare un modello contrattuale che difenda veramente i salari dall'inflazione, che riduca l'area della precarietà del lavoro e della prestazione, che riconsegni alle Rsu strumenti certi di controllo sulla organizzazione del lavoro ... e via dicendo. NO ..... di queste osservazioni non c'è traccia nel ragionamento di Epifani che invece spiega l'urgenza di un nuovo tavolo con Confindustria perchè .... 1- Abbiamo difficoltà a relazionarci con i sindacati asiatici, americani ed europei 2- In Italia la crisi è caricata dalla particolare debolezza industriale del paese e dalla mancanza di politiche economiche 3- Dobbiamo smetterla di pensare al conflitto fine a se stesso, ma legandolo alle situazioni ed agli obiettivi da raggiungere (L'uovo di colombo)
Quindi via al nuovo tavolo con Confindustria ma, visto che non si può sbragare in maniera troppo evidente, sia la Camusso che Epifani gridano a voce alta i loro paletti. Niente deroghe e Enti bilaterali solo se mantengono un loro carattere contrattuale (che a spiegarlo viene difficile). Ma una volta registrata la pochezza del ragionamento che la Cgil ha proposto nel suo seminario, e solo pochi giorni dopo che Epifani è corso a dire a Confindustria che la Cgil è ora pronta a risedersi al tavolo incassando il "Ciao Guglielmo" della Mercegaglia, ecco che Federmeccanica firma con Fim e Uilm un bell'accordo, chiaro e tondo, sulle deroghe al contratto metalmeccanico. Praticamente si può derogare tutto (meno i minimi tabellari). Immediatamente Confindustria chiede che la stessa soluzione sia individuata per tutta la contrattazione, così come immediatamente (magari con un piccolo anticipo e particolare godimento) Cisl e Uil si dicono pronte e convinte. Ed Epifani ????? Epifani si è detto stupito. Anima candida non si capacita che tutta la sua disponibilità a tornare al tavolo sia stata così bellamente ignorata. In realtà Epifani, la Camusso e tutta la maggioranza Cgil (compresi i poveri resti di quel che una volta era Lavoro e Società) non hanno capito nulla e da un pezzo. Non hanno cioè capito che lo scontro aperto contro la Fiom faceva parte di una strategia più generale di capitale per destabilizzare tutto l'impianto contrattuale. Non hanno inoltre capito che i 55 Ccnl che la Cgil si vanta di aver firmato hanno semplicemente fatto da apripista a questo scenario avendo di fatto dato legittimità unitaria alla manomissione degli impianti contrattuali e che questa moderazione Cgil, unitamente all'astio contro la Fiom, ha fatto guasti incalcolabili alla possibilità di rispondere all'offensiva padronale per lo smantellamento della contrattazione nazionale.
In questo quadro il seminario di Todi assume caratteri ancora più patetici. Se Todi doveva essere la risposta della Cgil all'offensiva del nuovo modello sindacale di stampo neocorporativo, in realtà dimostra, ora più di prima, l'inconsistenza di questa dirigenza Cgil. Ora la Cgil sa bene che non ha alternative. O si libera dalla trappola in cui è caduta, costruendo una piattaforma sindacale per rivendicare un modello contrattuale orientato a sostenere i bisogni salariali, occupazionali dei lavoratori, che ne rafforzi il quadro di tutele, oppure dovrà accettare di firmare un accordo che di fatto smantella il contratto nazionale. Film già visto nel 1993 quando, di fronte alla disdetta della scala mobile, e nonostante le manifestazioni di piazza dove Trentin (assieme ai segretari di Cisl e Uil) gridava "La scala mobile non si tocca", nel giro di poche ore firmava poi (senza alcun mandato dai lavoratori) l'accordo del luglio che di fatto accettava l'abolizione della scala mobile ed apriva il periodo disastroso della contrattazione concertativa, presentandosi quindi dimissionario al direttivo Cgil convocato subito dopo. Epifani ora si dice stupito, ma sembra di rivedere un film già visto. Vuoi vedere che Epifani firmerà l'accordo con Confindustria, assumendo su di se tutta l'incazzatura dei lavoratori, per poi dimettersi e fare spazio ad una Camusso (per altro già in pectore) che si presenterà innocente, o meno colpevole, di fronte al fattaccio ???
L'unica cosa certa è che la Cgil (la sua burocrazia) vuole scendere a patti con Confindustria, e che quindi il seminario di Tosi e tutta la declamata successiva consultazione è tutta una presa per il sedere. In realtà questa Cgil non ha una linea e si accontenta di fare ciò che succede.
30 settembre 2010 COORDINAMENTO RSU
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