"Siamo in presenza di uno vero e proprio strappo alla democrazia. Un
atto senza precedenti che si pone non solo contro la Fiom, ma contro
tutti i lavoratori che non sono stati neppure coinvolti nella scelta
che li riguarda. Quello di oggi è uno strappo storico da parte di chi
pensa che si possa fare a meno del consenso dei lavoratori. È anche un
atto illegittimo perché l’unico contratto effettivo ancora in vigore è
quello del 2008. Con l’intesa di oggi si impongono le deroghe che sono
la negazione del contratto stesso". Questo è il commento a caldo che
il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini ci ha rilasciato
subito dopo i primi lanci di agenzia sulla sigla dell’ennesimo accordo
separato tra Federmeccanica, Fim e Uilm sulle deroghe al contratto dei
metalmeccanici.
L'intesa è arrivata dopo una mezza giornata di confronto,
cominciata intorno alle 12, dopo un convegno della Uil sulle relazioni
industriali a cui ha partecipato anche il ministro Sacconi. Al termine
del confronto senza la Fiom è stato siglato un documento comune che
prevede l'inserimento nel contratto dell'articolo 4bis dal titolo
"intese modificative del contratto". Si tratta dell’accettazione delle
famose deroghe al contratto, una possibilità che era già stata
prevista dall'ultimo contratto nazionale dei metalmeccanici siglato da
Fim e Uilm, ma non dalla Fiom, nell'ottobre del 2009.
L’accordo separato di oggi era ampiamente prevedibile
e previsto, ma naturalmente cade come una bomba sul tentativo di
dialogo tra Confindustria e Cgil, un dialogo che aveva cominciato a
fare i suoi primi passi dopo l’appuntamento di Genova della fine della
scorsa settimana e dopo
il seminario di Todi della Cgil. La Fiom ribadisce la sua critica
durissima quindi sia all’ennesimo accordo separato che ha fatto a meno
del sindacato più rappresentativo tra i metalmeccanici, sia dello
stesso tentativo di ripresa del dialogo e soprattutto di un rilancio
di una vera riforma delle relazioni industriali.
Sempre a caldo, il segretario della Fiom, Landini,
riferendosi al dibattito interno alla Cgil, ha detto che la scelta di
firmare di oggi "rende evidente la differenza che c’è tra i seminari e
la realtà. Siamo in presenza di una scelta non condivisibile, né
accettabile, un precedente grave che mette a rischio i diritti di
tutti i lavoratori e rende ancora più importante partecipare alla
nostra manifestazione del 16 ottobre prossimo".
"E evidente che siamo di fronte ad un altro grave errore
- commenta Fausto Durante che rappresenta la minoranza Fiom -. La
Federmeccanica continua ad escludere la Fiom che è il sindacato più
rappresentativo e sa che che con noi comunque si dovranno fare i
conti, Ma quello di oggi è un errore anche perché contraddice le
aperture di Confindustria che si è detta disponibile a riaprire un
tavolo sui contratti con tutti, anche con la Cgil che non ha firmato
l'accordo di gennaio 2009. Per questo io mi auspico che questo errore
di oggi non intralci quel dialogo che noi riteniamo importante. Tra
l'altro penso che siccome le deroghe sono relative a un contratto che
noi non abbiamo sottoscritto e che non ha funzionato, non
funzioneranno esse stesse".
Intanto la Fiat ha già fatto sapere che il 5 ottobre
incontrerà nella sua sede romana Fim, Fiom e Uilm per discutere delle
prospettive degli stabilimenti italiani e del progetto Fabbrica
Italia, mentre resta formalmente ancora aperto l'invito rivolto da
Federmeccanica ai sindacati (sempre il 5 ottobre), per un incontro
sull'auto. L’accordo separato di oggi è un precedente anche per il
negoziato con la Fiat anche perché riprende l'intesa (sempre separata)
del 15 aprile del 2009 che consente "a livello territoriale" di
raggiungere "intese per modificare in tutto o in parte anche in via
sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi
disciplinati dal contratto nazionale".
Nel testo vengono indicate le condizioni per
applicare le deroghe e sono indicate le procedure, con un primo step a
livello aziendale tra impresa e Rsu, un secondo a livello territoriale
per la ratifica tra associazioni industriali e sindacati, e un terzo a
livello nazionale per verificare se le deroghe rispettano quanto
concordato: in questo caso vi sarà l'autorizzazione, altrimenti
l'accordo sarà respinto.
Secondo le notizie diffuse oggi dalle agenzie è stato
a quanto pare più problematico il capitolo delle materie sulla parte
salariale e quella normativa. "Sul modello di quanto fatto per i
chimici intendiamo escludere dalle deroghe le materie indisponibili
per legge – aveva dichiarato alla vigilia dell’incontro Giuseppe
Farina (Fim) – e i minimi salariali che già sono molto bassi. Al
tavolo abbiamo discusso anche del salario di ingresso per le nuove
assunzioni a tempo indeterminato, ma credo che sia un tema da
affrontare a livello confederale, tra le misure per la ripresa". Si
era espresso nello stesso senso Rocco Palombella (Uilm): "Sui minimi
contrattuali e sugli scatti di anzianità riteniamo non siano possibili
deroghe». Le parti si rivedranno per affrontare la disciplina della
conciliazione e dell'arbitrato per garantire il rispetto delle intese,
e definire le materie oggetto del secondo livello contrattuale per
evitare sovrapposizioni con il contratto nazionale".
Intanto non c’è solo la Fiom fuori dai tavoli. Anche
la Fismic lamenta esplicitamente la sua esclusione, pure essendo
assolutamente d’accordo con Fim e Uilm. 'Con la Fim e Uilm dovremmo
essere alleati, invece in talune occasioni ci ostacolano, quasi come
dessimo loro fastidio. Spero che mantengano la loro posizione unitaria
per la firma all'accordo per il contratto auto il 5 ottobre prossimo
con Federmeccanica': lo ha sottolineato il segretario generale della
Fismic, Roberto Di Maulo, nel corso dell'assemblea dei delegati a
Pomigliano. Di Maulo ha spiegato che la manifestazione di oggi 'si è
resa necessaria anche perché esclusi dall'incontro organizzato da Fim
e Uilm domani a Napoli, ed alla quale non siamo stati invitati pur
avendo la stessa posizione sull'accordo di Pomigliano. Vorrei evitare
bracci di ferro - ha aggiunto - ma mi sembra che Fim e Uilm abbiano
preconcetti nei nostri confronti, e lo dimostra anche il fatto dei
ritardi di convocazione ai tavoli di negoziazione. In qualche caso
siamo stati emarginati, come per la conferenza europea dei sindacati
del gruppo Fiat. Ma se loro hanno una dimensione europea noi ci
accontentiamo di averne una mondiale: infatti stiamo costruendo un
percorso con i sindacati americani di Chrysler di Usa e Canada per
avviare una conferenza nel 2011 in Italia'. 'A questo punto - ha
concluso - mi auguro che Fim e Uilm mantengano la stessa posizione per
l'accordo del 5 ottobre'.