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«È necessario che questa battaglia per la
costruzione di una opposizione sociale a Confindustria e al governo
per cambiare la situazione sul piano contrattuale e sindacale ma
anche sociale, diventi nei prossimi giorni non solo la battaglia
della Fiom e dei metalmeccanici, ma la battaglia di tutta la Cgil».
Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che ieri a
Bologna ha incontrato i dirigenti della Fiom nel corso di una
assemblea, molto partecipata, in preparazione della manifestazione
del 16. Contratto, democrazia e diritti, tutti temi che devono
essere in grado di coinvolgere «tanti altri soggetti», come i
giovani e i precari, «e deve rivolgersi anche alle forze sociali».
«Credo che questo sia il senso importante della manifestazione», ha
aggiunto Landini.
Rispetto alla discussione interna alla Cgil, Landini ha sottolineato
il bisogno di un chiarimento. «Tra di noi - spiega - in Fiom e Cgil
è necessario capire se l'analisi che realizziamo sulla situazione è
comune e cioè il fatto che in ballo c'è il diritto delle persone a
contrattare autonomamente e liberamente la propria prestazione in
fabbrica, perchè o difendi questo o il nostro sindacato non ha più
senso».
Per quanto riguarda le vertenze in atto, a cominciare da quella
della Fiat e la trattativa con Federmeccanica sul contratto
nazionale, Landini ha attaccato le imprese e avvertendo che «si vuol
far passare l'idea di un'extraterritorialità delle imprese rispetto
alla legge». «Se passa questa cosa nei metalmeccanici si pensa
davvero - ha chiesto - che ciò non avrà ricadute anche sugli altri
settori sia del pubblico sia del privato?». Domanda rivolta ancheh
alle forze politiche, invitate a dire da che parte stanno: «Se dalla
parte della difesa del contratto nazionale o meno. Siamo d'accordo,
è necessaria chiarezza».
«Proprio perchè è in corso un attacco massiccio e senza precedenti
ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e alla Costituzione -
scrive la Federazione della Sinistra dell'Emilia Romagna, in un
comunicato - è necessario fare del 16 ottobre una grande
manifestazione di popolo».
Sul fronte Fiat, c'è da registrare che ieri ha preso il via da
Foggia la "Marcia per il lavoro" che vedrà Giovanni Barozzino e
Francesco Lamorte - i due delegati della Fiom -Cgil della Sata
licenziati dalla Fiat reintegrati dal Tribunale di Melfi ma non
dalla Sata-Fiat - impegnati in una iniziativa itinerante fino al 16
settembre». Barozzino e Lamorte sono andati alla Iveco Sofim di
Foggia e oggi parteciperanno all'assemblea che si terrà alle 12.00
di fronte allo stabilimento della Fiat Auto di Cassino (Roma).
Mercoledì saranno presenti allo stabilimento di Pomigliano d'Arco
(Napoli). Giovedì, giornata conclusiva, sono attesi sotto le
finestre del ministero di Grazia e Giustizia a Roma. La Fiom è molto
pessimista sul futuro del gruppo automobilistico, «Se funziona l'
operazione che Marchionne ha fatto negli Usa con la Chrysler, senza
tirare fuori una lira ma con i soldi dei lavoratori e di Obama - ha
detto il leader della Fiom Maurizio Landini - potremmo trovarci tra
un po' con la Chrysler proprietaria della Fiat e non viceversa e,
guarda caso, gli investimenti più importanti sono tutti decisi negli
Usa».
Fa. Sal. - Liberazione
14/09/2010
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